giugno 2002 - Centro europeo consumatori
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GIUGNO 2002

Redazione: Centro Europeo Consumatori


VIAGGI

Le vacanze - il periodo più bello dell'anno (speriamo)!

Con la brochure "Il prontuario per le vacanze" il Centro Europeo Consumatori Bolzano offre, allo scoccare dell'estate, un valido contributo alla migliore riuscita delle vacanze. L'opuscoletto di 31 pagine raccoglie e sintetizza le esperienze del CEC in relazione ai problemi e disguidi occorsi ai viaggiatori in passato: dal momento della prenotazione di un viaggio fino alle tipiche situazioni di disagio a destinazione.Scopo di questo opuscolo è quello di fornire una risposta ai quesiti e dubbi più ricorrenti e di offrire anche delle soluzioni immediate per i grandi e piccoli inconvenienti del viaggiare.L'edizione in formato tascabile vuole essere un invito ai consumatori a portarsi "Il prontuario" in vacanza, per essere sempre muniti delle informazioni più importanti intorno al periodo più bello dell'anno…- Viaggiatore informato, mezzo salvato!

Download dell'opuscolo (formato PDF)


DIRITTO

Vendite a distanza - in Austria, Germania ed Italia sono previsti differenti termini di recesso

Si tratta di contratti di vendita di beni o di servizi stipulati tra un fornitore ed un consumatore mediante l'utilizzo esclusivo di mezzi di comunicazione a distanza come l'internet, la posta elettronica, la posta ordinaria, i cataloghi, il fax ed altri. La direttiva europea n° 97/7 ha previsto per questo settore una serie di diritti a tutela dei consumatori, e tra questi un diritto di recesso di almeno 7 giorni lavorativi con facoltà per gli Stati Membri di stabilire dei termini più lunghi. Infatti le leggi di attuazione della direttiva dell'Austria, della Germania e dell'Italia divergono non poco su questo punto prevedendo rispettivamente 7 giorni lavorativi, 10 giorni lavorativi e due settimane. Divergenze che appaiono incomprensibili ai consumatori che sono soliti a comprare anche oltre frontiera. Va aggiunto che mentre il legislatore austriaco ha avuto premura di dichiarare il sabato come giorno festivo, il legislatore italiano non si è al riguardo espresso, aprendo con ciò lo spazio per contrastanti interpretazioni giudiziarie.Il nostro consiglio: Dato che nella vendita a distanza è previsto l'obbligo per il fornitore di informare per iscritto il consumatore sul diritto di recesso, è bene leggersi con cura tali informazioni proprio quando si acquista oltre frontiera.


CONVEGNI

Convegno internazionale sulla nuova garanzia nella vendita dei beni di consumo

Il 14 maggio, nel "Palais Widmann" a Bolzano ha avuto luogo un convegno internazionale sulla ricezione della direttiva UE in materia di garanzia nella vendita dei beni di consumo. I relatori erano Jens Karsten per la Commissione Europea - Direzione generale SANCO, il Prof. Giorgio De Nova, uno dei "padri" della legge di recezione della direttiva in Italia e Peter Kolba, il quale ha svolto un ruolo determinante nell'elaborazione della relativa novella in Austria.Ad oggi soltanto la Germania, la Finlandia, l'Italia e l'Austria hanno provveduto alla trasposizione della direttiva. Il convegno era finalizzato sia ad un'analisi dei punti salienti dei diversi testi legislativi, sia ad un'illuminazione delle differenze più marcate.Il convegno è stato organizzato dalla Presidenza della Giunta provinciale, Ufficio Affari di Gabinetto in collaborazione con il Centro Tutela Consumatori ed Utenti ed il Centro Europeo dei Consumatori.


Il caso del mese

Alla fiera dell'edilizia tenutasi alcun mesi fa a Vienna un anziano signore, in un momento di obnubilamento dovuto alla sua malattia di demenza, ha firmato una serie di ordini per la fornitura di mobili. Tra questi vi era anche l'incarico per la costruzione e la fornitura di un divano dato ad una ditta italiana. Venuti per caso a conoscenza della gita del padre alla fiera, i figli non hanno esitato a contattare via lettera le ditte, con le quali il consumatore aveva contrattato, per chiedere l'annullamento degli ordini per incapacità del padre di intendere e volere. Non ottenendo nessuna risposta dall'impresa italiana i figli dell'anziano signore si sono rivolti al CEC. Una sua accorata lettera ha fatto sì che la ditta rinunciasse immediatamente all'esecuzione dell'ordine senza alcuna richiesta di rimborso spese.



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