Febbraio 2008 - Centro europeo consumatori
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Pronto Consumatore Edizione Europa

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Pronto Consumatore Edizione Europa Febbraio 2008

Supplemento all'edizione europea del Pronto Consumatore (Bolletino d'informazione del Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano ) n. 11 - redazione: Centro Europeo Consumatori, ufficio di Bolzano


DISORDINI IN KENYA

Viaggio prenotato - cosa fare?

Ultimamente alcuni consumatori hanno contattato il Centro Europeo Consumatori (CEC) perché vorrebbero annullare i viaggi da loro prenotati per il paese scosso dai disordini.
La Farnesina continua a consigliare di rinviare i viaggi "fino al ristabilimento delle condizioni di normalità" (si veda il sito www.viaggiaresicuri.mae.aci.it).
Consigliamo dunque ai consumatori di i optare tra le seguenti alternative:
- differire la data di partenza;
- accettare una destinazione alternativa, cioè o un altro pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore, senza supplemento di prezzo, o un altro pacchetto turistico qualitativamente inferiore, previa restituzione della differenza di prezzo;
- pretendere il rimborso totale della somma eventualmente già corrisposta, ossia l'annullamento del viaggio senza il pagamento di alcuna penale.
Una recente decisione della Corte di Cassazione riafferma, infatti, il diritto del consumatore di ottenere l'integrale rimborso del prezzo pagato, qualora lo stesso decida di annullare il viaggio in seguito al sopravvenire di circostanze tali da far venire meno la finalità turistica del viaggio stesso, ossia lo scopo ricreativo, di relax, di svago e di piacere, oggetto del contratto di viaggio.
Attenzione però al fattore tempo! La richiesta di cancellazione gratuita del viaggio potrebbe non essere giustificata e quindi non venire accolta, qualora la partenza non sia imminente, ma programmata solo fra alcune settimane o mesi.



ATTIVA CON SUCCESSO DA PIÙ DI CINQUE ANNI

SOLVIT risolve controversie transfrontaliere in via stragiudiziale

Ogni volta che emerge un conflitto con l'Autorità Pubblica di un altro Stato membro perché la stessa non applica correttamente la normativa europea sul mercato interno, il cittadino o l'imprenditore che ne subisce le conseguenze, ha la possibilità di rivolgersi gratuitamente al centro SOLVIT del proprio Paese, affinché il caso venga inoltrato al centro SOLVIT dello Stato di appartenenza dell'Autorità Pubblica; quest'ultimo provvede a contattare l'Autorità Pubblica e tenta di trovare una soluzione al problema entro un termine di 10 settimane.
I settori di competenza di SOLVIT sono il riconoscimento del proprio diploma universitario o della propria qualifica professionale, l'accesso all'istruzione, i permessi di soggiorno, i diritti elettorali, i controlli frontalieri, l'accesso al mercato dei prodotti e dei servizi, l'accesso ad un pubblico impiego, gli appalti pubblici, la libera circolazione di capitali e pagamenti.
I centri SOLVIT sono presenti in ogni stato membro dell'Unione Europea, così come in Norvegia, in Islanda ed in Liechtenstein; essi fanno parte dell'amministrazione nazionale ma sono coordinati dalla Commissione Europea.
Il centro SOLVIT italiano ha sede presso la
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento Politiche Comunitarie
Piazza Nicosia 20 - 00186 Roma
Tel.: 06 677 95 195 - 06 677 95 204 - 06 677 95 240 - Fax.: 06 677 95 044
e-mail: solvit@palazzochigi.it.



Caso del mese

Questa volta nella rubrica "Il caso del mese", vi racconteremo della vicenda occorsa ad una cittadina finlandese. Dopo aver trascorso le proprie va-canze in Italia, la consumatrice finlandese si trovava all'aeroporto di Roma, in attesa di potersi imbarcare sul volo che l'avrebbe riportata a Helsinki. Durante l'attesa, la consu-matrice si recò ad un duty-free dell'aeroporto per acquistare una bottiglia di vino. Solamente una volta giunta a casa, controllando lo scontrino fiscale, la consumatrice si accorse che le erano state messe in conto due bottiglie anziché una. Decise allora di rivolgersi al CEC finlandese, il quale le consigliò di inviare una lettera di reclamo all'aeroporto romano.
La consumatrice inviò tale lettera, chiedendo la restituzione dell'importo corrisposto indebitamente, ricevendo alcune settimane dopo una proposta affermativa: le fu, infatti, garantita la restituzione dell'importo in occasione di una sua prossima visita a Roma.
Soddisfatta di tale risposta solo a metà, la consumatrice si rivolse nuovamente al CEC finlandese, il quale, forte di tale risposta, contattò il CEC di Bolzano.
Alcune settimane dopo il nostro intervento, l'aeroporto di Roma, volendo credere alla buona fede della consumatrice finlandese, ha restituito l'importo in questione, nonostante non vi fossero prove a sostegno di quanto affermato.
Morale della favola: tentar non nuoce!



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