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DICEMBRE 2002

Redazione: Centro Europeo Consumatori

INTERNET I

Bande africane di truffatori alla ricerca di vittime sprovvedute

Tutto comincia con un'e-mail dal titolo promettente come "urgente" oppure "confidenziale", oppure ancora di "proposta di affari". Il destinatario viene citato come persona di fiducia, del cui aiuto il mittente ha urgente bisogno, al fine di esportare una somma virtuale (spesso superiore a 20 milioni di euro) al di fuori del Paese, in cambio di un ancor più fittizio 30%. Il mittente è a seconda dei casi o la vedova di un generale, un banchiere, un ex membro del governo o qualcosa del genere. Elemento accomunante di tutte queste e-mails-truffa è che "nel caso non si riesca a far uscire il denaro dal Paese, esso cadrà nelle mani di un regime militare, o del crimine organizzato o di altra malavita, e verrà impiegato a fini di guerra o comunque di dubbia moralità". Qualora ci si rende disponibili alla transazione, la controparte contrattuale (che in realtà è un'organizzazione criminale) richiede il versamento di un anticipo di 2.-3.000 euro con la giustificazione della fantomatica necessità di coprire spese legali e burocratiche. Come se non bastasse, bisognerebbe recarsi personalmente in Zimbabwe, Costa d'Avorio, Sudafrica o Nigeria, con l'improbabile fine di concludere la transazione e di ritornare a casa con il denaro. Anziché milioni di euro, ad attendere il poco accorto "contraente" vi sono rapina, lesioni, rapimento ed estorsione, come avvertono all'unisono le varie autorità di polizia europee. Qualora riceveste anche Voi una e-mail di questo tenore, l'unica cosa da fare è denunciarne il mittente presso le autorità competenti. Per ulteriori informazioni si può consultare il foglietto informativo "Viruswarning!"


BANCHE

Uno spazio europeo unico per i pagamenti?!

Da luglio 2002 per prelievi al bancomat o pagamenti tramite carta di credito effettuati nei Paesi dell'Unione Europea le banche devono praticare le stesse commissioni applicate per le transazioni che si svolgono a livello nazionale presso altri istituti di credito. Secondo l'interpretazione dell'ABI ciò non significherebbe però che le banche non possano accollare al consumatore eventuali ulteriori costi a loro addebitati dai circuiti internazionali. Poiché una tale interpretazione del regolamento n. 2560/01 impedisce la concreta realizzazione di uno spazio unico europeo dei pagamenti, la Commissione Europea sta ora controllando il comportamento delle banche italiane. Se, dal luglio scorso, per il prelevamento agli sportelli bancomat o per il pagamento con carte di credito all'estero, Vi sono state addebitate commissioni più alte di quelle calcolate per operazioni sul territorio nazionale presso altri istituti, potete rivolgerVi al Centro Europeo Consumatori (Tel. 0471-980939 o info@euroconsumatori.org).


INTERNET II:

"Pagamento solo ad avvenuta consegna della merce" nelle aste virtuali

Per la maggior parte dei cybernauti il problema è ben noto. Chi partecipa ad un'asta in internet non può avere alcuna garanzia di non essere vittima di un imbroglione. Anche i giudizi positivi di precedenti compratori possono essere facilmente creati ad hoc: un venditore, per esempio, in possesso di diversi indirizzi e-mail, si può rilasciare da solo una bella pagella. Anche lo scambio di fax o e-mail non impedisce al truffatore di svignarsela dopo aver ricevuto il denaro - senza consegnare ovviamente la merce. Chi vorrebbe comunque partecipare ad aste online, può ora ricorrere, verso corrispettivo, ad un servizio fiduciario (Treuhand-Service): Il prezzo della merce aggiudicata viene prima depositato su un apposito conto fiduciario per poi essere versato al venditore solo a consegna avvenuta.


SENTENZA UE

Architetti - Violazione del diritto alla libertà di stabilimento

Con la sentenza del 21.3.2002 la Corte di Giustizia Europea ha condannato la Repubblica Italiana per aver ostacolato illegittimamente gli architetti stranieri imponendogli vari obblighi. Un esempio: Gli architetti provenienti da uno degli Stati membri dell'UE dovevano iscriversi all'ordine professionale territorialmente competente, se volevano presentare un progetto edilizio ai comuni interessati. Grazie a questa pronuncia in futuro dovrebbe essere più facile per i consumatori altoatesini ricorrere alle prestazioni di architetti stranieri.



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