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La Rivendita Delle Multiproprietà (Time-Sharing)



Canarie, Kenya o qualche altro paradiso esotico: quale miglior posto per realizzare il sogno di un appartamento per le vacanze? L'acquisto in multiproprietà (c.d. timesharing) sembra(va) offrirne l'occasione! Non si contano infatti i consumatori che soprattutto negli anni '90 hanno acquistato - convinti da spregiudicate tecniche di persuasione e di vendita - una quota di multiproprietà in Spagna, Africa o in qualche altra destinazione lontana.

Essere proprietari di una quota di multiproprietà (time-sharing) significa aver acquistato il diritto di utilizzare, durante un lungo periodo di tempo - in ogni caso minimo 3 anni - un immobile per le proprie vacanze (un appartamento che si trova in una ampia struttura turistica), utilizzabile per una o più determinate settimane all'anno.

Per chi poi desidera cambiare di anno in anno luogo e periodo di vacanza, esistono degli appositi circuiti di scambio nazionali ed internazionali che naturalmente comportano degli ulteriori costi aggiuntivi.

Sono stati però pochi coloro che al momento della sottoscrizione di questi contratti hanno tenuto conto e calcolato le numerose spese e i rischi che possono derivare dall'acquisto di una multiproprietà, quali a mero titolo di esempio:

- le spese annuali di gestione;
- gli eventuali costi di adesione ad un circuito di scambio;
- i costi dei viaggi verso i luoghi di villeggiatura all'estero;
- i rischi di fallimento delle società gestrici nel campo della multiproprietà;
- i possibili costi di assistenza legale nel malaugurato caso di controversie, il più delle volte con un venditore straniero.

Dopo alcuni anni la maggior parte dei proprietari di una quota di time-sharing non è più interessata a questa forma di vacanza: non utilizza più la quota, le spese di gestione sono aumentate vertiginosamente negli anni e vorrebbe quindi liberarsene.

Per i consumatori i rischi sono però in agguato, in quanto sul mercato sono numerosissime le aziende che assicurano ai consumatori di essere in grado di vendere la quota naturalmente in cambio di prezzi salatissimi; ovviamente non vi è alcuna garanzia di riuscita. Basta una breve ricerca in internet per scoprire che a fronte di centinaia di consumatori che offrono in vendita la loro quota, le persone che vogliono acquistarne una sono praticamente inesistenti!

Al Centro Europeo Consumatori (CEC) di Bolzano ad oggi non è noto alcun caso di un consumatore che sia stato in grado di vendere la propria quota di multiproprietà.

Come se non bastasse, altre imprese (spesso con sede legale in qualche paradiso fiscale e che il più delle volte contattano i consumatori telefonicamente) offrono di commutare la quota di multiproprietà in c.d. punti vacanze: si tratta di "prodotti di vacanze a lungo termine", con i quali i consumatori in cambio della loro quota e il pagamento di una quota di iscrizione (che a volte ammonta anche a più di 1.000 Euro) ricevono una password per accedere ad un sito internet in cui vengono offerti sconti - definiti strepitosi - per prenotare vacanze, voli, auto a noleggio ed alberghi - presso noti operatori. Peccato poi scoprire che non è possibile pagare l'intero costo della vacanza con i punti vacanza, ma soltanto una parte (variabile dal 20-70%) del prezzo e che le offerte prenotabili non sono poi tante come ci si aspettava e che i tour operator sono pressoché sconosciuti.

Dal 1994, anno in cui è stata adottata la direttiva sulle multiproprietà vigente, si sono avuti importanti sviluppi, molto spesso proprio al fine di aggirare la normativa. Proprio i tipi di contratto appena descritti (quelli di rivendita e di acquisto dei punti-vacanza) esulano dal campo di applicazione dell'attuale disciplina normativa sulle multiproprietà.

La normativa attuale ai consumatori assicura - tra le altre cose - il diritto all'informazione in un prospetto prima di firmare un contratto, concede un diritto di recesso di 10 giorni e vieta agli operatori di incassare anticipi durante il citato periodo di ripensamento. Per ulteriori approfondimenti sulla normativa vigente, si rimanda al nostro foglio di informazione n. 12.

Per colmare le lacune esistenti l'Unione Europea ha emanato una nuova Direttiva comunitaria, la 2008/122/CE, che amplia il campo di applicazione della normativa anche alle ipotesi citate, garantendo così una maggiore tutela a tutti gli euro-consumatori.

Vi si prevede infatti che saranno disciplinati dalla legge anche i contratti inferiori a 3 anni, compresi quelli sui beni mobili quali roulotte, navi da crociera, chiatte e camper; quelli dei punti vacanza, la rivendita delle quote e i circuiti di scambio. Inoltre in futuro il consumatore avrà 14 giorni di tempo per esercitare il diritto di recesso. La nuova Direttiva dovrà essere adottata dagli Stati membri entro il 23 febbraio 2011.

I consigli da dare a chi vuole liberarsi della propria quota non sono molti, a parte ovviamente quello di diffidare da queste offerte di rivendita o di commutazione in punti vacanza.

Il "male minore" probabilmente è quello di cedere gratuitamente la propria quota alla società di gestione della multiproprietà, evitando così di dover continuare a pagare le spese di gestione e soprattutto evitando di incappare in ulteriori onerosi contratti!


situazione al 04-2010
foglio n. 34



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