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Tasse e dirittiNegli acquisti all’interno dell’UE non sono previste tasse aggiuntive o diritti doganali. Se si acquista però da un venditore di uno Stato terzo (come ad esempio USA e Svizzera) possono essere previsti tasse e diritti doganali. È consigliabile quindi informarsi preventivamente all’Ufficio della Dogana. Una richiesta via e-mail può essere avanzata anche nel sito www.agenziadogane.it sotto il link “relazioni con il pubblico”. IVA: normalmente nell’acquisto in un Paese estero facente parte della UE viene calcolata la locale aliquota IVA (ad esempio il 16% in Germania, il 20% in Austria). L’acquisto in uno Stato UE con un’aliquota IVA più bassa può quindi risultare un vantaggio. Il signor x compera da una ditta di vendita per corrispondenza un accessorio per il computer. Sulla fattura scopre suo malgrado che è stata applicata l’aliquota IVA al 20% sebbene in Germania tale aliquota ammonti al 16%. Attenzione: quando un’impresa di un altro Stato UE realizza in Italia un fatturato di oltre 27.888,67 euro all’anno, questa sottostà all’imposta IVA italiana. Per questo motivo l’acquisto presso determinate imprese non realizza un vantaggio dal punto di vista fiscale. Negli acquisti on-line provenienti da Stati terzi, il prezzo della merce ordinata deve essere esente IVA, altrimenti si paga una doppia imposta: l’IVA straniera e quella del proprio Paese. Bisogna chiedere sempre anticipatamente al venditore quale aliquota IVA venga imposta.È bene informarsi presso l’Ufficio doganale sul pagamento di eventuali diritti doganali, qualora il venditore provenga da uno Stato terzo (p.e. USA, Svizzera). Spese di spedizione: di norma tali spese sono a carico del consumatore e non sono comprese nel prezzo esposto. Nei trasporti transfrontalieri i costi sono notevolmente più elevati. Attenzione: il venditore non ha l’obbligo di spedire il pacchetto assicurato o di incaricare un corriere. Se si desiderano, è necessario comunicarlo al venditore a tempo debito e informarsi sulla maggiorazione di prezzo che ciò comporta. In caso di spedizione per mezzo di posta ordinaria, quasi tutti gli ordinamenti degli Stati UE prevedono che la responsabilità per l’eventuale smarrimento del pacco incomba sul consumatore. Il venditore, quindi, con la consegna del pacco all’ufficio postale si libera da ogni obbligo riguardante la spedizione. Poiché non è raro che la merce spedita non arrivi o giunga danneggiata, è consigliabile, soprattutto in caso di merce fragile e costosa, optare per una spedizione assicurata. Informatevi prima della conclusione del contratto su eventuali maggiorazioni di prezzo per il trasporto e per l’imballaggio, onde evitare spiacevoli sorprese ed informatevi su chi debba rispondere dei danni in caso di smarrimento del pacco durante il trasporto.Vademecum commercio elettronico – dicembre 2004
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