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Le clausole vessatorie


Siete titolari di un conto in banca? Avete firmato un incarico di vendita ad un'agenzia immobiliare? Siete rimasti vittima di qualche raggiro ed avete sottoscritto un contratto o un ordine zeppo di clausole che comportano solo oneri ed obblighi per Voi ma non per l'azienda con cui l'avete sottoscritto? Quanti di noi, ogni giorno, si trovano a mettere la propria "amata" firma su moduli contrattuali prestampati, che vincolano, quasi sempre in maniera definitiva, agli obblighi più strani e spesso assai difficili da decifrare? Con il recepimento della direttiva europea 13/93 nel febbraio del 1997 anche in Italia le cose avrebbero dovuto andare un po' meglio per i consumatori. Diciamo avrebbero dovuto, in quanto nella pratica di contratti vessatori ne stanno girando ancora molti.

Esempi di clausole vessatorie

La legge indica in modo assai dettagliato i vari tipi di clausole abusive che possono comparire nei contratti tipo. Nella pratica esse sono formulate in varia modo e variano da contratto a contratto, per cui in genere sarà il giudice che deciderà se una determinata clausola è abusiva o meno.

Esempi di clausole abusive possono essere:
  • quella che impone al consumatore, in caso di ritardo nell'adempimento, il pagamento di una penale di importo manifestamente eccessivo;
  • quella che consente all'impresa di variare il prezzo del bene o del servizio fissato in origine senza consentire al consumatore la possibilità di recedere dal contratto;
  • quella che consente all'impresa di recedere anche prima della scadenza del contratto, non riservando identico diritto al consumatore (ad esempio nelle polizze assicurative);
  • quella che, nelle polizze assicurative, impone l'obbligo di denunciare il sinistro per iscritto entro termini tassativi, pena la perdita del diritto alla liquidazione dell'indennizzo;
  • quella che riconosce ad una banca il diritto di modificare, ridurre o sospendere, senza preavviso e senza validi motivi il tasso di interesse di un prestito o di un credito.
A chi è rivolta la tutela?

Ovviamente al consumatore, da intendersi esclusivamente come la "persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta".

Quando una clausola viene considerata "abusiva"?

Due sono i principi che si possono adottare per capire se una clausola è abusiva o meno.
  • Uno è quello dello "squilibrio contrattuale", in base al quale è abusiva ogni clausola che pone a carico del solo consumatore obblighi non giustificati dalla natura del contratto o lo priva di diritti legittimi e/o invece riconosciuti alla controparte.
  • L'altro è quello della chiarezza e della trasparenza, che dovrebbero sempre accompagnare la spiegazione di ciascun modulo contrattuale e delle relative clausole.
Che cosa posso fare?

Se pensate di aver firmato un contratto contenente clausole vessatorie, il contratto è comunque valido, l'unica possibiltà che avete, è quella di impugnare le clausole davanti al giudice. L'azione legale può essere intrapresa dal singolo consumatore interessato oppure - ed è questa una novità - direttamente dalle Associazioni dei consumatori, a tutela di tutta la "categoria".

Attenzione alla terza firma!

Attenzione ad un particolare non trascurabile: banche, assicurazioni, enti pubblici, venditori in genere sono abilitati dalla legge a richiederVi una terza firma sul contratto, vicino alla quale sarà sicuramente scritto che le clausole per Voi più vessatorie sono state oggetto di trattativa individuale! Consigliamo vivamente i consumatori a non apporre tale sottoscrizione o quanto meno non prima che l'operatore commerciale Vi abbia adeguatamente spiegato il motivo di tale richiesta. Poi potrebbe essere troppo tardi!

Su Internet potete trovare una banca dati europea sulle clausole abusive, la "CLAB Europa".


Situazione al 07/98
Foglio n° 18



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