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La soluzione delle controversie in ambito turistico

La rete europea delle organizzazioni regionali dei consumatori (NEPIM) si incontra a Firenze


Alzi la mano chi non ha mai incontrato un problema durante una vacanza. Spesso, passata l'arrabbiatura, il consumatore decide di lasciare perdere, non sapendo a chi fare riferimento o si arrende alla burocrazia ed ai costi della giustizia. In questi casi un'ottima alternativa alla giustizia ordinaria è offerta dai metodi alternativi alla risoluzione delle controversie (c.d. ADR - Alternative Dispute Resolutions).

Proprio di ADR nel settore turistico si è occupato un importante conferenza che si è svolta negli ultimi giorni a Firenze, alla quale hanno partecipato diversi esperti del settore di tutta Europa. I vari interventi hanno fornito un'utile quadro delle procedure di risoluzione alternativa delle controversie operanti nei vari Stati membri, evidenziando inoltre quali sono quelli che meglio si addicono al settore turistico.

La conferenza fiorentina si è svolta nell'ambito della riunione programmatica NEPIM. Il progetto Nepim punta al rafforzamento delle iniziative a tutela dei consumatori varate in ambito locale in tutta Europa, nel convincimento che proprio le "piccole" organizzazioni come il Centro Tutela Consumatori ed Utenti (CTCU) di Bolzano, attive per i consumatori di una specifica area territoriale, si trovino spesso a non poter far sentire la loro voce a livello europeo. Per dare maggior forza a queste presenze, ma anche per sottolineare l'alta valenza di un consumo sostenibile e incentrato sulle produzioni locali, undici tra organizzazioni attive nella tutela del consumatore ed istituzioni locali si sono unite in rete, nella certezza di poter imparare le une dalle altre e alimentare nuovi impulsi, partendo dall'elaborazione di un catalogo di best practices.

Le best practices che sono state elaborate dal gruppo di esperti durante la conferenza e la riunione NEPIM in materia di ADR in ambito turistico, hanno evidenziato come, prima di tutto, per la loro implementazione sia necessaria una maggiore informazione ai consumatori, e parimente, una ampia sensibilizzazione degli operatori del settore, quali i tour operator. Se da un lato la corretta formazione dei conciliatori ha bisogno di più tempo, nel breve periodo invece, "a livello locale le associazioni dei consumatori potrebbero concordare con i tour operator l'inserimento di apposite clausole di conciliazione nei contratti di vendita di pacchetti turistici", sostiene Walther Andreaus, direttore del Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU) di Bolzano, a conclusione delle due giornate di lavoro a Firenze.

Inoltre, la conferenza ha dimostrato come sempre più di frequente i reclami in materia di viaggi abbiano natura transfrontaliera, coinvolgendo turisti e operatori di Paesi diversi. "Proprio in questo ambito la gestione dei reclami attraverso la Rete dei Centri Europei dei Consumatori (ECC-Net), si è rivelata importantissima", dice Monika Nardo del Centro Europeo dei Consumatori di Bolzano (CEC), che ha partecipato al gruppo di esperti.



Bolzano, 29.05.2007
Comunicato stampa



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