Bonifici transfrontalieri
La goccia scava la pietraUn consumatore riesce ad ottenere l’equiparazione
delle spese inerenti ai bonifici esteri in entrata
La libera circolazione dei pagamenti nel mercato interno comunitario è stata posta in essere meno di due anni fa: grazie ad essa, le spese per un bonifico effettuato con i codici internazionali BIC e IBAN non possono essere più elevate di quelle previste per un bonifico nazionale. Attualmente, ciò vale per un importo massimo di 12.500 euro.
Ciò nonostante, nell’ambito dei bonifici transfrontalieri è molto importante fare attenzione all’addebito di commissioni poiché purtroppo sussistono ancora delle differenze rispetto ai bonifici nazionali. E´ così che un cliente Bancoposta ha constatato che per i bonifici in entrata dalla Germania gli venivano addebitati due euro. L’ordinante si era più volte trovato a dover versare ad un cliente italiano delle somme di lieve entità dal suo conto postale tedesco e ogni volta a quest’ultimo venivano fatturati due euro di commissione.
Dopo aver appurato, con l’aiuto del CEC, che i versamenti a favore dei titolari di un conto corrente postale venivano eseguiti gratuitamente in ambito nazionale, decise di segnalare tale disparità di trattamento a Bancoposta facendo valere la clausola d’equiparazione contemplata dal regolamento CE. Il suo reclamo venne in un primo momento respinto adducendo che si trattava di un sistema di trasferimento particolare e più oneroso.
Fallì anche il tentativo di sottoporre la questione all’ “Ombudsman Bancario” poiché, come da questi affermato, Bancoposta sfuggirebbe al suo controllo in quanto “società estranea all’Accordo istitutivo dell’Ombudsman”. Infruttuosa si rivelò anche la richiesta di intervento rivolta alla Banca d’Italia in veste di organo di vigilanza sugli enti bancari. A tutt’oggi essa non si è ancora pronunciata al riguardo.
Dopo essersi informato nuovamente presso il CEC e presso un funzionario della Commissione europea - divisione mercato interno - sul quadro giuridico, il consumatore ha presentato ricorso dinanzi all’ODECOBT (Organo decidente controversie in materia di bonifici transfrontalieri), l’ufficio reclami d’istanza superiore istituito dalle Poste italiane.
Esso risolse la questione in modo molto soddisfacente, ovvero nei seguenti termini: “il Collegio accoglie il reclamo, e per l’effetto dispone che le Poste Italiane restituiscano al reclamante l’importo di 2,00 euro addebitato a titolo di commissione.
Il meglio di tutta questa vicenda:
Bancoposta ha stabilito che in futuro ogni bonifico in entrata proveniente da conti postali di paesi dell’UE o dell’EFTA debba essere gratuito.
Il CEC vorrebbe complimentarsi tanto col consumatore che grazie alla sua tenacia ha conseguito il suo obiettivo, quanto con l’organo di seconda istanza di Bancoposta che si è pronunciato in modo obiettivo e nel rispetto delle politiche a favore del consumatore.
Bolzano, lì 13.06.2005
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