CASO “VITA SANITAS Q10”
Dalla segnalazione del CEC parte il “blitz” della Guardia di Finanza di MeranoNell´ultima settimana diversi consumatori residenti in Val Pusteria hanno comunicato al Centro Europeo dei Consumatori (CEC) di Bolzano di aver ricevuto per posta un invito ad una presentazione di detersivi per lavatrice e immediatamente il pensiero è andato alla vicenda “Vita Sanitas Q10”: infatti l´invito era identico a quello che a fine luglio era stato spedito ai consumatori di Merano, Bolzano, Bressanone e Vipiteno.
Assieme agli uomini della Guardia di Finanza di Merano, che fin dall´inizio hanno svolto le indagini di questo caso, una consulente del CEC si è presentata all´appuntamento della presentazione del detersivo. La manifestazione si è svolta esattamente secondo le modalitá descritte dalle consumatrici che si erano rivolte alle Fiamma Gialle per esporre querela: veniva pubblicizzato l´integratore alimentare “Vita Sanitas Q10”, che a detta del venditore, aveva vinto il premio Nobel in quanto libera le arterie dalle cosiddette placche provocate dai depositi di grassi sulle pareti interne arteriose. Secondo lo stesso, assumendo per un anno il coenzima Q10, le arterie sarebbero tornate come quelle di un bambino di 5 anni e visto che il Q10 elimina le placche, l´effetto sarebbe durato per 15 anni. In realtá, il distacco delle placche potenzialmente puó provocare un´ischemia, occludendo un vaso!
Durante la presentazione il venditore germanico ha parlato anche degli effetti collaterali e degli effetti dannosi in generale dei farmaci della medicina tradizionale, dicendo che il suo prodotto eliminerebbe qualsiasi effetto collaterale dei farmaci. L´assunzione del coenzima per uno o due mesi, avrebbe abbassato la pressione arteriosa agli ipertesi e alzato la pressione arteriosa agli ipotesi. Durante la presentazione venivano mostrate diverse diapositive che spiegavano gli effetti benefici di questo coenzima Q10, tra cui: aumento della capacità cardiaca senza fare alcuna attivitá sportiva, riduzione dell’incidenza del tumore alla prostata, miglioramento nella cura dell´insonnia, dell’osteoporosi e del diabete.
Durante tutta la conferenza ci sono state diverse imprecisioni, se non adirittura degli errori a proposito di medicina ed è stato addirittura sconsigliato l´utilizzo di certi farmaci. Da diverso tempo il CEC invece sta cercando di far capire ai consumatori che è indispensabile rivolgersi al proprio medico curante, ad un farmacista ed in generale a degli specialisti per quanto riguarda l´acquisto e l´utilizzo di farmaci ed integratori alimentari!
Anche durante la manifestazione alla quale il CEC si è “infiltrato”, erano presenti in maggioranza persone anziane e diversi si sono fatti convincere ad acquistare il prodotto. E anche in questa occasione il pagamento di Euro 990,00 doveva avvenire esclusivamente in contanti e il contratto sottoscritto dai consumatori non indicava alcuna ditta e indirizzo dove spedire ed esercitare il diritto di recesso come invece previsto dal Codice del Consumo italiano. I consumatori presenti venivano letteralmente bombardati da moltissime informazioni; per le persone anziane risultava difficile seguire tutte quelle parole, considerando che solitamente gli anziani hanno poca dimestichezza con i termini medici, l´utilizzo dei farmaci e con le patologie in generale.
Ottenuta la autorizzazione del Pubblico Ministero Giancarlo Bramante, gli uomini della Gurdia di Finanza di Merano, guidati dal Capitano Attilio Elia, sono intervenuti durante l´ennesimo pomeriggio di vendita, sequestrando il materiale ed i contanti in possesso dei due venditori.
In questa settimana erano in programma altre 8 manifestazioni di vendita ad Andriano, Pineta di Laives, Caldaro, Terlano e Lagundo, ma i venditori non si sono presentati a nessuno di questi appuntamenti e gli albergatori non avevano nemmeno ricevuto una disdetta. Ad ognuno di questi appuntamenti si sono peró presentati circa 20 consumatori. Consumatori arrabbiati perché la manifestazione non si era svolta, 160 consumatori scampati alla truffa!
“Se ci sará un processo a carico di questi presunti truffatori, il CEC di Bolzano si costituirá parte civile nel processo penale, sperando che si possa ricavare qualche soldo per risarcire le persone vittime di questa presunta truffa.”, dice Monika Nardo, la consulente del CEC che ha seguito l´intera vicenda e si è infiltrata ad una delle dimostrazioni.
Comunicato stampa,
Bolzano lì, 09.10.2006
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