Pronto Consumatore - Edizione Europa Luglio/Agosto 2026
Supplemento all'edizione del Pronto Consumatore (Bollettino d'informazione del Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano) n. 52 - redazione: Centro Europeo Consumatori, ufficio di Bolzano
Supplemento all'edizione del Pronto Consumatore (Bollettino d'informazione del Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano) n. 52 - redazione: Centro Europeo Consumatori, ufficio di Bolzano
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Pronto Consumatore - Edizione Europa Luglio/Agosto 2026
SICUREZZA DIGITALE
Stop alle app “nudifier”: l’UE vieta gli strumenti che creano immagini intime senza consensoNello stesso pacchetto approvato dal Parlamento europeo è stato introdotto un divieto molto netto contro i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati per generare materiale sessuale senza consenso, comprese le cosiddette app “nudifier”. Si tratta di strumenti capaci di creare immagini, video o audio che raffigurano parti intime o attività sessualmente esplicite riferite a persone identificabili, anche quando quel materiale non è reale.
La norma vieta anche i sistemi che generano materiale di abuso sessuale su minori. I fornitori non potranno immettere questi strumenti sul mercato europeo, salvo siano dotati di salvaguardie tecniche adeguate per impedirne tali usi. Il divieto vale anche per chi li utilizza con queste finalità. È un segnale forte, che va nella direzione di una maggiore tutela della dignità, della privacy e della sicurezza delle persone online.
Per saperne di più: https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20260611IPR45207/ia-via-libera-alle-misure-di-semplificazione-e-al-divieto-delle-app-nudifier
MERCATI DIGITALI
Cloud e concorrenza: l’AGCM avvia un’indagine su AppleL’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’indagine nei confronti di Apple nell’ambito del Digital Markets Act. Al centro della vicenda c’è l’obbligo di garantire ai fornitori terzi di servizi cloud consumer un’interoperabilità effettiva e gratuita con i sistemi operativi iOS e iPadOS, oltre a condizioni equivalenti rispetto al servizio iCloud.
Secondo l’AGCM, ci sarebbero elementi per ritenere che i fornitori concorrenti non abbiano accesso alle stesse componenti hardware e software utilizzate da Apple per iCloud. Tra gli esempi citati c’è la possibilità di effettuare il backup completo dei dati presenti sui dispositivi, che sembrerebbe non essere disponibile alle stesse condizioni per i servizi alternativi. Per i consumatori il tema è molto concreto: più interoperabilità e meno ostacoli tecnici possono tradursi in una scelta più libera tra servizi digitali concorrenti.
Per saperne di più:https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2026/6/IDMA1
E-COMMERCE
Recesso online più semplice: arriva il nuovo “pulsante di recesso”Dal 19 giugno 2026 esercitare il diritto di recesso negli acquisti online è diventato più semplice. Entra infatti in applicazione il nuovo articolo 54-bis del Codice del Consumo, che introduce per i contratti conclusi tramite interfacce online una specifica funzione di recesso, già definita da molti come il “pulsante di recesso”.
L’idea è chiara: se un contratto si conclude in pochi clic, anche il recesso deve poter essere esercitato con la stessa facilità. Le piattaforme dovranno quindi mettere a disposizione una funzione facilmente accessibile, che consenta al consumatore di identificare il contratto e confermare la volontà di recedere. Una volta completata la procedura, il professionista dovrà inviare una conferma senza ritardo su un supporto durevole, ad esempio via e-mail.
Attenzione però anche alle conseguenze per chi non si adegua: se il professionista non fornisce correttamente le informazioni sul diritto di recesso, il termine ordinario di 14 giorni può estendersi fino a dodici mesi dopo la sua naturale scadenza. In altre parole, la mancata trasparenza può costare cara.
Per saperne di più: https://www.euroconsumatori.org/it/news_it/964
CASO DEL MESE
Un consumatore ha scoperto diversi acquisti in-app effettuati dal figlio tramite una carta di credito rimasta salvata sullo smartphone. A causa di un ricovero ospedaliero, si è accorto degli addebiti solo dopo diverso tempo.Dopo aver contattato senza successo lo sviluppatore del gioco e aver visto respinta la richiesta di chargeback dalla banca, si è rivolto al Centro Europeo Consumatori. Grazie all'intervento della rete ECC-Net, il consumatore ha ottenuto il rimborso delle somme addebitate, recuperando circa 2.700 €.
