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Relazione annuale RAPEX 2009: cooperazione UE in materia di prodotti pericolosiIl numero di prodotti pericolosi notificati tramite il sistema UE di allarme rapido per i prodotti (RAPEX) è aumentato del 7% nel 2009 rispetto al 2008, come risulta dalla relazione annuale RAPEX presentata ieri dalla Commissione Europea. Questo passaggio dalle 1.866 notifiche del 2008 alle 1.993 notifiche dell'anno scorso indica che la capacità del sistema RAPEX è aumentata ulteriormente nel 2009. Le imprese europee prendono ora più sul serio le loro responsabilità in questo ambito e sono maggiormente pronte a richiamare dal mercato i loro prodotti non sicuri.I giocattoli (472), gli indumenti (395) e i veicoli a motore (146) sono stati i prodotti più frequentemente notificati nel 2009; al quarto posto, con 138 notifiche, si sono piazzate le apparecchiature elettriche. Nel sesto anno di esistenza del sistema di allarme rapido, il numero complessivo di notifiche distribuite è aumentato gradualmente a partire dal 2004 (allorché la direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti è stata recepita nel diritto nazionale dagli Stati membri): il numero di notifiche è più che quadruplicato salendo da 468 a 1.993; nel 2009 il numero di notifiche è aumentato del 7% rispetto al 2008. L'aumento delle notifiche RAPEX e l'accresciuta capacità del sistema sono la conseguenza di diversi fattori: un'applicazione più efficace della normativa sulla sicurezza dei prodotti da parte delle autorità nazionali, un investimento più efficiente delle risorse disponibili, una maggiore consapevolezza da parte delle imprese, una maggiore cooperazione con i paesi terzi, la costituzione di reti e iniziative di formazione tra Stati membri con il coordinamento della Commissione europea. Il numero di notifiche relativo a prodotti provenienti dalla Cina presentate tramite il sistema RAPEX ha indicato un lieve aumento pari all'1%, dal 59% al 60%. Si è registrato un calo nel numero di notifiche sprovviste di informazioni sul paese d'origine del prodotto notificato. Tutti i paesi dell'UE hanno individuato e notificato nuovi prodotti pericolosi, assicuranto appropriati interventi di follow up per le informazioni ricevute e contribuendo così al funzionamento del sistema. I paesi che hanno presentato il maggior numero di notifiche sono stati la Spagna (220 notifiche), la Germania (187 notifiche), la Grecia (154 notifiche), la Bulgaria (122 notifiche) e l'Ungheria (119 notifiche). La Commissione ha anche pubblicato i risultati di un controllo specifico sulla sicurezza dei giocattoli, condotto in 13 paesi, tra i quali anche l'Italia dal quale è emerso che ca. il 20% dei giocattoli violava la normativa sulla sicurezza dei prodotti. Sono stati ispezionati più di 14.000 giocattoli per accertarne la conformità alla pertinente legislazione in materia di sicurezza. Le ispezioni si sono svolte essenzialmente presso gli importatori e i dettaglianti mentre le dogane hanno controllato a loro volta 160 partite di giocattoli in entrata nel territorio dell'Unione. Sui giocattoli ispezionati, 803 campioni sono stati inviati a un laboratorio per accertarne la sicurezza meccanica (576 campioni) e il tenore di metalli pesanti (227 campioni). 200 campioni non hanno superato i test di resistenza meccanica mentre soltanto 17 campioni non erano conformi ai requisiti sui metalli pesanti. A conseguenza di ciò sono state presentate numerose notifiche RAPEX e le autorità nazionali sono intervenute contro i giocattoli pericolosi così identificati. L'obiettivo principale del progetto coordinato da PROSAFE, consisteva nel ridurre il quantitativo di giocattoli non sicuri presenti sul mercato UE. PROSAFE (Product Safety Enforcement Forum of Europe) è un'organizzazione non profit istituita da funzionari preposti alla sorveglianza del mercato in diversi paesi europei e patrocinata dalla Commissione europea; il suo obiettivo è potenziare la sorveglianza del mercato facendo leva sulle buone pratiche. Il rapporto annuale RAPEX 2009 è consultabile in francese, tedesco e cinese sul sito della Commissione Europea. Bolzano, 16.04.2010 Comunicato stampa
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