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Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia ufficio di Bolzano
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28.01.2022

Giornata europea della protezione dei dati personali: la direttiva UE 770/2019 introduce il pagamento di beni e servizi digitali con dati personali

 
Il 28 gennaio si celebra la giornata europea della protezione dei dati personali: un’iniziativa che vuole sensibilizzare i cittadini ad essere maggiormente consapevoli del valore dei propri dati personali ed a proteggerli. La direttiva europea UE 770/2019 sui contenuti digitali ha voluto regolare un fenomeno di fatto già in atto da tempo, ossia la possibilità di pagare un bene/servizio digitale con dati personali. Il CEC Italia fornisce qualche ragguaglio in merito a tale novità normativa.
Già da tempo, infatti, esistono molte offerte online che permettono di usufruire di servizi senza pagare un corrispettivo in denaro. Gli esempi più noti sono servizi quali motori di ricerca, social network o giochi online: le aziende realizzano ricavi dalla raccolta e dall’utilizzo dei dati personali degli utenti, attraverso operazioni di profilazione, rivendute perlopiù ai fini di pubblicità targettizzate. Le norme della direttiva europea 770/2019, recepita in Italia con il decreto legislativo 173/2021, introducono novità in merito, in vigore dal 1 gennaio 2022.

Molto spesso i consumatori non sono sufficientemente consapevoli del valore propri dati personali. I servizi online utilizzabili senza un pagamento in denaro venivano e vengono percepiti, infatti, come gratuiti, mentre in realtà il corrispettivo per usufruire del servizio è costituito proprio dai dati personali messi a disposizione dal consumatore. Con i consensi raccolti, le aziende hanno accesso ad informazioni sullo stile di vita o sulle abitudini di acquisto dei loro utenti, informazioni che in grande numero risultano preziose da rivendere a terzi. Così piattaforme di pagamento online possono offrire ai propri utenti la possibilità di aderire ad una raccolta premi: la contropartita consiste nella possibilità per la piattaforma di profilare gli aderenti secondo le loro abitudini di spesa.

La direttiva europea UE 770/2019, anche nota come direttiva sui contenuti digitali, ha voluto disciplinare espressamente questi casi: se per avere accesso ad un bene/servizio digitale, il consumatore deve mettere a disposizione i propri dati personali, quest‘ultimi sono equiparati ad un pagamento in denaro. Lo scopo della direttiva è quello di estendere le tutele previste già previste per i consumatori che acquistano pagando in denaro anche per questa tipologia di contratti, che solo in apparenza sono gratuiti.

È comunque prevista un‘eccezione: l’applicazione di tale norma è esclusa in relazione ai quei dati personali necessari per adempiere alla prestazione, come per esempio può essere l‘indirizzo email per ricevere la conferma dell‘ordine di un E-book o la copia della ricevuta d‘acquisto.

L’ulteriore conseguenza di tale novità normativa è quella di imporre precisi e più estesi obblighi informativi a carico delle aziende che utilizzano questo modello per fornire i loro servizi. Queste devono espressamente informare i consumatori sia sul fatto che il corrispettivo della prestazione è costituito dai dati personali dell’acquirente, sia sullo scopo per cui i dati vengono raccolti ed utilizzati. Se un consumatore non volesse fornire i propri dati personali, sarebbe auspicabile che le aziende offrissero l’alternativa di pagare il servizio anche in denaro, salva sempre la scelta del consumatore stesso di non usufruire dell‘offerta.

Le difficoltà nell’applicazione della nuova normativa tuttavia non mancheranno, specialmente in relazione al coordinamento con le disposizioni del regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR). “Si profila all’orizzonte un difficile connubio fra utilizzo dei dati personali come forma di pagamento ed il rispetto delle disposizioni del GDPR. Il regolamento sulla privacy presuppone che il consumatore abbia espressamente e liberamente acconsentito a uno specifico utilizzo dei propri dati personali. Per questo motivo, durante il processo del pagamento del bene/servizio, i consumatori, prima di cliccare su un‘opzione, dovranno prestare ancora maggiore attenzione alle modalità di pagamento, alle varie caselle ed alle finestre informative che gli verranno proposte“, osserva Rebecca Berto, consulente legale del CEC Italia.

Il Centro Europeo Consumatori Italia (sede di Bolzano tel.: 0471-980939 email: info@euroconsumatori.org) continuerà a seguire le prime applicazioni pratiche di tale norme e non mancherà di fornire ulteriori informazioni e aggiornamenti sul proprio sito internet e social media.


Comunicato stampa
Bolzano, 28/01/2022

 

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