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Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia ufficio di Bolzano
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17.07.2026

Un'estate di nuove regole per chi acquista: le tre scadenze europee Per l’estate 2026

 
Tra il 19 luglio e il 27 settembre l'Unione Europea rende operative misure che ampliano le tutele di chi compra e rendono il mercato più leggibile: il quadro spiegato dal Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia Nel giro di poche settimane diventano concrete alcune delle regole ambientali più rilevanti approvate dall'UE negli ultimi anni. Il 19 luglio, il 31 luglio e il 27 settembre 2026 chiudono un percorso legislativo avviato con il Green Deal, e i suoi effetti arrivano direttamente nelle scelte quotidiane: dall'acquisto di un capo di abbigliamento alla riparazione di un dispositivo, fino alla lettura di un'etichetta. Il risultato, per chi acquista, è più trasparenza, maggiori garanzie e meno margini per le comunicazioni ingannevoli.
19 luglio 2026: basta con la distruzione degli invenduti
A partire da questa data cade una pratica finora legale: le grandi aziende non potranno più mandare al macero capi di abbigliamento, accessori e calzature rimasti invenduti ma ancora in perfette condizioni. Il criterio è netto — un prodotto che si può rivendere, regalare, rigenerare o riciclare non va eliminato per semplice tornaconto commerciale. Per le imprese di medie dimensioni l'obbligo scatterà nel 2030, mentre le realtà micro e piccole restano fuori dal perimetro. In più, alle grandi aziende viene chiesto di dichiarare ogni anno quanti prodotti mandano in distruzione e per quale motivo.
Cosa cambia per chi acquista: La rendicontazione pubblica obbliga i marchi a uscire allo scoperto sugli sprechi, e i beni sottratti alla distruzione rientrano nei canali della rigenerazione, delle donazioni e del mercato dell'usato: più prodotti di qualità disponibili a prezzi accessibili.
Approfondimento regolamento

31 luglio 2026: la riparazione diventa un diritto
Entro fine luglio i Paesi membri sono chiamati a tradurre nel diritto nazionale la cosiddetta direttiva "Right to Repair". Da quel momento chi produce un bene tecnicamente riparabile dovrà, su richiesta, provvedere alla riparazione e comunicare in modo trasparente tempi e costi del servizio.
Cosa cambia per chi acquista: Cadono gli ostacoli che impedivano ai riparatori indipendenti di ricorrere a ricambi originali, equivalenti o realizzati con la stampa 3D. Scegliere di riparare anziché sostituire farà maturare un anno aggiuntivo di garanzia, e dal 2027 sarà attiva una piattaforma europea per individuare riparatori, mettere a confronto i prezzi e consultare le recensioni. In sostanza, per la prima volta la riparazione si trasforma in un diritto che si può pretendere.
Approfondimento regolamento

27 settembre 2026: giro di vite sul greenwashing
Dall'ultima delle tre date, le formule ambientali generiche e non documentabili — dal "eco-friendly" al "green", dal "impatto zero" al "climaticamente neutro" — passano tra le pratiche commerciali scorrette e possono essere sanzionate.
Cosa cambia per chi acquista: Definizioni come "sostenibile" o "amico dell'ambiente" non potranno più comparire se l'azienda non è in grado di dimostrarne il fondamento con dati alla mano. Non sarà sufficiente compensare le emissioni per fregiarsi dell'etichetta di "neutralità climatica", né spacciare per sostenibile un intero prodotto puntando su un dettaglio secondario. Via libera soltanto ai marchi che poggiano su certificazioni riconosciute. La direttiva mette inoltre nel mirino l'obsolescenza programmata e prevede un'etichetta europea sulla durabilità, così da confrontare i prodotti in base a quanto durano davvero.
Approfondimento regolamento

Stefano Albertini, coordinatore dell'ufficio di Bolzano
"Con le novità in programma, l’impegno per la sostenibilità dell’Europa si traduce in cambiamenti concreti per i consumatori, un passo avanti importante nella direzione giusta”, commenta Stefano Albertini, coordinatore dell’Ufficio di Bolzano del CEC Italia."

In caso di problemi il Centro Europeo Consumatori Italia è qui per proteggere i tuoi diritti! Offriamo assistenza gratuita per risolvere le controversie con fornitori esteri con sede nell'UE, Islanda, Norvegia e Regno Unito. Contattateci telefonicamente al numero 0471 980939 o via mail all'indirizzo info@euroconsumatori.org (Bolzano), oppure allo 06 44238090 o all'indirizzo ufficio.stampa@ecc-netitalia.it (Roma).
 

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