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Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia ufficio di Bolzano
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18.04.2013

Acquisti di tappeti, gioielli e pelletteria durante viaggi in Turchia

 
Durante le vacanze in Turchia spesso vengono organizzate visite guidate a fabbriche di tappeti, gioielli o pelletteria, durante le quali i consumatori vengono sollecitati ad acquistare questi prodotti. Ma una volta rientrati dalla vacanza da sogno si realizza che "il tappeto non è davvero volante": il tappeto persiano acquistato a carissimo prezzo in Italia costa la metà.

Al Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia - ufficio di Bolzano stanno pervenendo in questi giorni segnalazioni di consumatori altoatesini che durante una vacanza in Turchia - più o meno volontariamente - hanno partecipato a delle visite guidate a diverse fabbriche. Invece che in spiaggia, i consumatori hanno passato svariate ore in fabbriche di tappeti, gioielli o pelletteria, dove sono stati sollecitati intensamente ad acquistare questi prodotti. Il prezzo in questi casi viene solitamente pagato con carta di credito o attraverso l'autorizzazione ad addebitare gli importi sul conto corrente; in altri casi i consumatori pagano un anticipo del prezzo, si portano a casa l'anello scintillante e una volta a casa bonificano il saldo.

Quando, al rientro dalla vacanza, i consumatori mostrano ad amici e parenti la giacca in pelle all'ultimo grido o lo sciccoso anello con diamante, svelando il prezzo "speciale", emergono i primi dubbi sulla convenienza del presunto affare: il più delle volte i tappeti, i gioielli ed i capi in pelle acquistati durante queste visite guidate vengono venduti a prezzi eccessivamente costosi.

Anche se la Turchia non fa parte dell'UE e anche se a questi contratti non si applica la normativa europea a tutela del consumatore, il diritto turco prevede un diritto di recesso quando i consumatori hanno acquistato un prodotto durante una visita organizzata dall'organizzatore del viaggio e durante la quale sono stati "invitati" a comperare questi prodotti. Il venditore di tappeti (o di gioielli o di pelletteria) deve informare per iscritto sulla presenza del diritto di recesso. Il termine per recedere è di 7 giorni e in questo periodo il professionista non può accettare pagamenti. Se il venditore non fornisce le informazioni sul diritto di recesso, questo diventa di durata illimitata e il consumatore non è obbligato a restituire la merce a proprie spese.

Spesso nella pratica la situazione però è un po' diversa: le lettere di recesso a volte vengono ignorate, in altri casi non sempre l'anticipo viene restituito. Per questo motivo i consumatori dovrebbero rivolgersi anche all'organizzatore del viaggio visto che tutto sommato questo ha accompagnato le persone alla fabbrica e dunque dovrebbe per lo meno invitare il proprio partner contrattuale turco a restituire l'anticipo.

Di recente segnalazioni simili sono pervenute anche al Centro Europeo Consumatori del Belgio; vendite di questo tipo vengono organizzate anche per i turisti tedeschi in visita al lago di Garda.

Per maggiori informazioni il Centro Europeo Consumatori di Bolzano è a disposizione chiamando il numero 0471/980939 oppure inviando una e-mail a info@euroconsumatori.org.


Bolzano, 18/04/2013
Comunicato stampa

 

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