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Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia ufficio di Bolzano
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13.10.2015

Acquisti online al di fuori dell'UE - valgono gli stessi diritti?

 
Avete acquistato online delle scarpe su un portale di vendita svizzero, ma vi rendete conto che dal vivo il colore è molto diverso da come appariva dalle foto, oppure le scarpe proprio non vi piacciono più e vorreste molto volentieri far valere il vostro diritto di recesso. Ma è possibile?

Con l'entrata in vigore nel giugno 2014 della nuova direttiva europea sui diritti dei consumatori (Direttiva 2011/83/EU), i diritti dei consumatori nell'Unione Europea (comprese Islanda e Norvegia) sono stati significativamente rafforzati. Tale direttiva ha infatti previsto innanzitutto che il consumatore debba essere debitamente informato su identità, indirizzo, numero di telefono e indirizzo email dell'azienda presso cui acquista, oltre che sulle principali caratteristiche della merce o del servizio, compreso, dunque, il prezzo, incluse tasse e commissioni, nonchè sull'esistenza della garanzia legale di due anni.

La nuova direttiva ha inoltre unificato a livello europeo il termine per il diritto di recesso nei contratti conclusi a distanza, e dunque anche negli acquisti online, fissandolo in 14 giorni di calendario (fin ad allora il termine in Italia era di 10 giorni lavorativi). Lo scopo di una siffatta uniformazione consiste nel garantire al consumatore una maggiore sicurezza negli acquisti.

Anche per quanto riguarda la struttura grafica dei portali di vendita online, la direttiva 83/2011 ha introdotto importanti requisiti: se per effettuare l'ordine basta un semplice clic, la superficie su cui cliccare deve indicare, a caratteri ben leggibili, che si tratta di un ordine a pagamento. Qualora manchi tale indicazione, l'ordine non può diventare vincolante per il consumatore.

Bisogna considerare, tuttavia, che questi diritti valgono solo per gli acquisti all'interno dell'UE. Pertanto, qualora si voglia acquistare un paio di scarpe da un portale di vendita svizzero, il venditore non avrà l'obbligo di concedere il diritto di recesso. All'inverso, invece, se un consumatore svizzero acquista su un portale di vendita europeo, potrà approfittare di tutte le tutele legate alla facoltà di ripensamento.

La Svizzera nel 2012 ha innalzato a due anni la garanzia sulla merce acquistata: a tale diritto, tuttavia, il consumatore può rinunciare, qualora lo dichiari espressamente. Nell'UE, invece, il diritto di garanzia alla conformità del prodotto è un diritto irrinunciabile.

Non c'è dubbio che si possa sempre approfittare delle vantaggiose offerte presenti su portali di vendita cinesi, americani, svizzeri o di altri Paesi non appartenenti all'UE. L'importante è essere consapevoli di non poter godere dell'alto ed unificato standard europeo di protezione del consumatore. Inoltre, far valere i propri diritti in Paesi non UE potrebbe rivelarsi difficile anche a causa di eventuali ostacoli linguistici.

Per quanto riguarda gli acquisti all'infuori dell'UE, poi, i beni acquistati possono essere soggetti a dazi doganali. Dal momento che questi costi non sono compresi nel prezzo di acquisto, bisogna informarsi prima dell'acquisto presso Agenzia delle dogane e dei Monopoli sull'entità di tali costi ulteriori. Inoltre, neanche i possibili elevati costi di spedizione sono da sottovalutare: questi sono solitamente specificati tra le condizioni di spedizione pubblicate sul portale di vendita.

Il Centro Europeo Consumatori (CEC) mette in guardia, altresì, dall'acquisto di merce di marca a prezzi vantaggiosi, in quanto può rivelarsi contraffatta: potrebbero derivarne sanzioni amministrative o penali! Sul tema consigliamo la lettura del nostro comunicato stampa "Affari ambulanti, pericoli costanti!".

Per ulteriori informazioni sull'acquisto di merce all'interno dell'UE il CEC di Bolzano rimane volentieri a disposizione attraverso i seguenti contatti: tel. 0471-980939 - email info@euroconsumatori.org.

Comunicato stampa
Bolzano, 13/10/2015


 

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