Cofinanziato
dall'Unione Europea
Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia ufficio di Bolzano
  indietro

23.07.2015

Affari ambulanti, pericoli costanti!

 
"L'uomo migliore è quello che non si è mai inchinato di fronte a una tentazione materiale", avvertiva Dostoevskij. Un simile monito potrebbe essere rivolto anche a tutti coloro che in Italia si apprestano ad acquistare merce dai venditori ambulanti ovvero da siti internet non autorizzati: cedere ad una simile tentazione, infatti, può comportare la condanna a sanzioni sia penali che amministrative.

Innanzitutto potrebbe configurarsi il delitto di ricettazione, se si acquistano dei prodotti nella consapevolezza che si tratta di merce contraffatta o rubata. Infatti, se dall'entità del prezzo del prodotto in rapporto alla sua qualità, o dalle condizioni della vendita oppure da qualsiasi altro elemento, si ritiene anche solo concretamente possibile che la merce possa provenire da delitto (ad esempio, furto o contraffazione) e si procede comunque all'acquisto, si potrà essere condannati alla pena della reclusione da 2 a 8 anni e alla multa da 516 a 10.329 Euro. Se invece si acquista merce di sospetta e dubbia provenienza agendo con leggerezza o disattenzione, si rischia l'arresto fino a 6 mesi o un'ammenda non inferiore a 10 Euro (contravvenzione dell'"acquisto di cose di sospetta provenienza"). Ma non solo. Per la stessa condotta è prevista anche l'inflizione di sanzioni amministrative, che vanno da 100 fino a 7.000 Euro. Quindi, se la tanto desiderata e costosa borsa griffata, che normalmente potrebbe essere acquistata solo nei negozi monomarca, viene offerta da venditori ambulanti sulle spiagge, per strada oppure su qualche portale di vendita online non autorizzato, allora è molto probabile che si tratta di merce taroccata e illegale, e dunque è bene non comprarla.

Le ragioni di tali sanzioni sono molteplici. Acquistare merce contraffatta e, in generale, merce dai venditori abusivi svilisce significativamente lo sviluppo economico del mercato e delle imprese che operano rispettando le regole e può avallare, inoltre, un sistema di lavoro illegale e di grave sfruttamento. A tali inconvenienti si aggiungono quelli per la salute dei consumatori: nella merce contraffatta, infatti, possono essere rinvenute facilmente tracce di sostanze, come coloranti e pitture, nocive alla salute.

Tuttavia, nonostante la previsione di un trattamento sanzionatorio così articolato, in Italia capita ancora spesso di imbattersi in diversi siti internet non autorizzati, venditori abusivi nelle piazze, sui lungomare, in spiaggia e in generale, in tutti i luoghi frequentati prevalentemente da turisti. I soggetti maggiormente colpiti sono i turisti stranieri, in quanto allo scuro dello "stato dell'arte" della normativa italiana in materia e attratti dalla tentazione di acquistare souvenirs in vacanza in Italia.

Come fare per evitare spiacevoli conseguenze?

Rispetto ai venditori ambulanti non c'è dubbio: in questi casi è bene non acquistare mai alcun tipo di merce. Rispetto ai chioschetti o ad altre strutture commerciali che offrono merce griffata, così come rispetto ai portali di vendita online, è opportuno valutare innanzitutto la qualità della merce e l'entità del prezzo offerto, paragonandoli con la qualità ed il prezzo dei prodotti dello stesso marchio o dello stesso genere e dunque giudicare la plausibilità del prezzo, ovvero l'autenticità del prodotto. Qualora, però, non si è a conoscenza di tali elementi o non ci si sente in grado di valutarli, è opportuno desistere dall'acquisto.

Alcuni comuni e stabilimenti balneari italiani stanno portando avanti decise campagne di monito in diverse lingue per far desistere i turisti stranieri dall'acquistare ogni tipo di merce dai venditori abusivi. In queste campagne non si manca, a ragione, di puntualizzare che nel novero dei "piaceri da spiaggia da evitare" rientrano anche i massaggi e i tatuaggi. In quest'ultimo caso, tra l'altro, si rischierebbe anche che il tatuatore, seppur eccellente disegnatore, utilizzi sostanze pericolose per la salute. Inoltre, per tutelare il "made in Italy" dalla merce contraffatta e distribuita online, lo scorso 14 luglio è stata firmata la "Carta Italia", ovvero una carta per lo sviluppo di best practices in cui le istituzioni, le associazioni dei consumatori e le imprese si impegnano a combattere insieme il fenomeno della contraffazione online.

Pertanto si invitano i consumatori, ed in particolare i turisti stranieri, ad assumere un comportamento responsabile negli acquisti, in modo da evitare conseguenze spiacevoli per tutti.

Per maggiori informazioni è possibile contattare il CEC scrivendo a info@euroconsumatori.org o chiamando il numero 0471/980939.


Comunicato stampa
Bolzano, 23 luglio 2015



 

  indietro