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Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia ufficio di Bolzano
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02.03.2017

Albergo prenotato, consumatore ammalato

 
Questo è per molti periodo di settimana bianca, ma anche di influenza e può quindi accadere che si debba cancellare la prenotazione di una camera d'albergo. Ma non potere partire per la vacanza non significa automaticamente non doverla pagare…

Una delle domande poste più di frequente dai consumatori in tema di viaggi e vacanze è sicuramente: „Ho
prenotato un albergo ma non posso partire. Ora l'albergatore mi chiede di pagare l'intero importo. Ma perchè???“
.
La risposta che le consulenti del Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia – ufficio di Bolzano danno in queste
occasioni solitamente ai consumatori non piace: di regola una prenotazione alberghiera non può essere cancellata
gratuitamente.

La prenotazione di una camera d'albergo può avvenire in diversi modi: telefonicamente o via e-mail - la legge non
prescrive una forma particolare. E la prenotazione coincide con il momento della conclusione del contratto: da ciò
deriva la conseguenza che la disdetta del consumatore determina l'obbligo del consumatore di risarcire
l'albergatore per la perdita subita, ovvero per il fatto di non usufruire del soggiorno. Con la conclusione del
contratto il consumatore si obbliga soltanto a pagare il prezzo, non anche ad utilizzare la camera prenotata.

Ma a quanto ammonta questo risarcimento? Dipende da quello che è previsto nelle condizioni della prenotazione.
Alcuni alberghi utilizzano delle percentuali rispetto al prezzo complessivo, che aumentano più ci si avvicina alla data
del soggiorno (come avviene per i pacchetti turistici). Potrà quindi accadere che si debba pagare anche il 100% del
prezzo se la disdetta avviene all'ultimo minuto.

Se invece è stata versata una caparra confirmatoria, oltre a trattenersi l'acconto, l'albergatore potrebbe richiedere il
pagamento dell'intero corrispettivo del soggiorno prenotato o del maggior danno subito (ad esempio se non riesce
più ad assegnare la stanza a terzi oppure aveva respinto altre prenotazioni, per conservare quella del
consumatore). Nel calcolo della penale di recesso dal prezzo devono comunque essere sottratti i costi dei servizi
accessori, quali la colazione o la somministrazione di altri pasti.

In alcuni casi il consumatore non deve pagare comunque l'intero importo del soggiorno. Ciò accade se l'albergatore
ha „venduto“ la camera nel periodo prenotato: ma nella pratica è molto difficile dimostrare che l'albergatore sia
riuscito ad affittare la stanza a qualcun altro. Un'altra possibilità di cancellazione gratuita è offerta da alcuni portali
di prenotazione (e di recente anche da alcuni alberghi) che offrono appunto prenotazioni cancellabili gratuitamente
fino ad un giorno prima del soggiorno, in cambio di un leggero sovraprezzo rispetto alla prenotazione „normale“.

E cosa fare per i casi di influenza? Per queste evenienze è il consumatore che si deve organizzare e tutelare
attraverso la stipula di una assicurazione viaggio per il recesso che copre le eventuali penali di recesso nel caso ad
esempio di morte, infortunio o malattia dell'assicurato, di un suo familiare o di altra persona indicata nella polizza.
Anche molti alberghi offrono al momento della prenotazione la possibilità di stipulare una di queste polizze.

Da ultimo va ricordato che il diritto di recesso gratuito previsto in generale per gli acquisti online è escluso per tutte
le prenotazioni di viaggi e vacanze
: il Codice del Consumo esclude infatti espressamente il diritto di recesso per i
contratti di fornitura di servizi relativi all'alloggio, ai trasporti, alla ristorazione e al tempo libero, quando al
momento della conclusione del contratto il professionista si impegna a fornire tali prestazioni ad una data
determinata o in un periodo prestabilito.

Sul sito internet del CEC è disponibile un esauriente foglio informativo a proposito della prenotazione alberghiera.


Bolzano, 2 marzo 2017
Comunicato stampa



 

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