Cofinanziato
dall'Unione Europea
Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia ufficio di Bolzano
  indietro

06.02.2018

Après-ski...in ospedale

 
Appello a chi va a sciare all'estero: assicuratevi, perché l'elisoccorso vi può costare quanto l'intera settimana bianca!

Chi è in partenza per una settimana bianca all'estero farebbe bene a chiedersi se è sufficientemente assicurato per il malaugurato caso di un incidente sulla pista. Per il recupero in elicottero si rischia infatti di dovere pagare – di tasca propria - anche un paio di migliaia di Euro!

La signora Silvia di Treviso trascorre una spensierata e divertente settimana bianca in Austria per praticare lo sci, il suo sport preferito. Tutto bene, fino a quando Silvia cade sulla pista e non è più in grado di alzarsi. Gli amici allertano i soccorsi. Siccome non è possibile trasportare l'infortunata a valle con l'akia, deve intervenire l'elicottero che trasporta Silvia in ospedale dove le viene diagnosticata la frattura del femore.

Ma le brutte notizie non finiscono qui: dopo alcune settimane Silvia riceve la fattura della società che ha effettuato l'elisoccorso: 5.102 Euro! Silvia non crede ai suoi occhi, soprattutto perché in Austria aveva con sé la Tessera Europea di Assicurazione e Malattia (TEAM). La sciatrice contatta il Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia – ufficio di Bolzano che le spiega che la TEAM diritto alle cure medicalmente necessarie durante un soggiorno all'estero, ma alle stesse condizioni dei cittadini dello Stato nel quale ci si trova (e non alle condizioni vigenti nel proprio Paese di residenza).

La signora Silvia – in quanto cittadina dell'UE- in Austria è stata quindi ed ovviamente trattata alla stesso modo in cui viene trattata una cittadina austriaca che deve essere soccorsa in elicottero dopo una caduta con gli sci. Gli austriaci sanno bene e hanno (a differenza della maggior parte degli italiani) una assicurazione privata che copre questi costi. In Austria infatti la sanità pubblica per il soccorso in elicottero a seguito di un incidente nel tempo libero (quindi anche ad esempio d'estate, durante una escursione in alta montagna) rimborsa soltanto un importo forfettario di 850,00 Euro, se le lesioni riportate sono di una certa gravità. La valutazione avviene secondo la scala NACA da 0 a VII; da 0 a II non è previsto alcun rimborso – questo viene concesso a partire dal grado IV (in caso di NACA III l'amministrazione decide di caso in caso). Il rimborso forfettario non viene inoltre concesso se per lo stesso incidente, avvenuto a valle, non sarebbe intervenuto l'elisoccorso.

Chi è in partenza per una vacanza sulla neve in un Paese dell'UE, Norvegia, Islanda o in Svizzera farebbe quindi bene a chiedersi se è adeguatamente assicurato per il malaugurato caso di un incidente sulla pista. Si consideri inoltre che chi non è in grado di fare ritorno a casa autonomamente ed ha bisogno di un trasporto sanitario non è coperto dalla TEAM. La signora Silvia una assicurazione privata non l'aveva e ha dovuto pagare per intero la fattura della società di elisoccorso: in questo caso i colleghi del Centro Europeo Consumatori Austria sono riusciti soltanto ad ottenere un pagamento a rate. Considerato che le richieste di pagamento sono assolutamente fondate, nell'esperienza del CEC in questi casi le società di soccorso non sono disposte a concedere sconti o gesti commerciali.

Il consiglio del CEC è dunque di verificare, prima della partenza, se si è già assicurati, ad esempio attraverso una polizza collegata alla propria carta di credito o alla quota associativa di una organizzazione di soccorso, sportiva o del tempo libero. In alcuni comprensori sciistici è inoltre possibile acquistare, assieme allo skipass, un'apposita assicurazione.

Per maggiori informazioni è possibile contattare il Centro Europeo Consumatori di Bolzano all'indirizzo info@euroconsumatori.org o al numero 0471-980939. I colleghi del CEC Austria hanno pubblicato tutte le informazioni utili in merito a questo argomento in lingua inglese sul loro sito internet: http://europakonsument.at/en/page/air-rescue.


Comunicato stampa
Bolzano, 06/02/2018

 

  indietro