Cofinanziato
dall'Unione Europea
Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia ufficio di Bolzano
  indietro

14.12.2017

La compagnia aerea austriaca Niki richiede lo stato di insolvenza: aerei a terra da oggi

 
A ridosso delle vacanze di Natale un nuovo fulmine colpisce i cieli d'Europa: Lufthansa non intende più acquistare Niki, compagnia area del gruppo Air Berlin e di conseguenza Niki ha dichiarato il proprio stato di insolvenza. A partire da oggi non viene più effettuato alcun volo ed i biglietti già acquistati non sono più validi. Il Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia spiega quali sono le conseguenze per i viaggiatori.

  • Chi ha acquistato un volo di Niki collegato ad un pacchetto turistico (ad esempio volo + albergo) deve rivolgersi al proprio tour operator. Quest'ultimo ha l'obbligo di trovare una soluzione alternativa per i consumatori, senza costi aggiuntivi.

  • Chi ha acquistato un biglietto aereo direttamente dalla compagnia aerea in questione o attraverso un intermediario (agenzia viaggi o piattaforma di prenotazione online), deve organizzarsi autonomamente per trovare un altro volo, a proprie spese. Il governo austriaco si sta impegnando, in collaborazione con altre compagnie aeree, ad organizzare dei voli per fare rientrare i passeggeri in Austria, Germania e Svizzera, ma allo stato attuale non si conoscono ancora i dettagli ed i costi di detta iniziativa.

Aggiornamento importante: la televisione austriaca ORF ha comunicato che - diversamente da quanto accade
normalmente nei casi di fallimento - i clienti della compagnia aerea Niki possono sperare di recuperare il prezzo del biglietto aereo. Il curatore fallimentare avrebbe infatti citato un conto fiduciario a garanzia delle pendenze di questo vettore. In teoria i consumatori che avevano acquistato un biglietto aereo di Niki dopo il 15 agosto 2017, ovvero dopo la richiesta di avvio della procedura di insolvenza da parte di Air Berlin, avrebbero diritto al rimborso del biglietto acquistato.

Attualmente non esiste a livello europeo una assicurazione obbligatoria per i casi di fallimento a carico delle compagnie aeree, come invece previsto a carico degli organizzatori dei viaggi nella vendita di pacchetti turistici. Ciò significa che è il consumatore a sostenere il rischio per i casi di insolvenza del vettore, senza essere quindi protetto da tale evenienza.

Chi ha utilizzato una carta di credito per pagare il biglietto aereo di Niki può rivolgersi alla società che ha emesso la carta e chiedere la restituzione dell'importo pagato attraverso la cosiddetta procedura di “chargeback”. Non esiste un obbligo giuridico per tale restituzione, ma molte società prevedono questo rimborso per i casi di mancata prestazione del servizio. Vale in ogni caso la pena di fare un tentativo, visto che l'unica alternativa è quella della insinuazione al passivo fallimentare, con probabilità pressoché nulle di recuperare qualcosa.


Le consulenti del Centro Europeo Consumatori Italia – ufficio di Bolzano sono a disposizione per consulenze gratuite al numero 0471 980939 oppure via e-mail scrivendo a info@euroconsumatori.org.

Comunicato stampa
Bolzano, 14/12/2017 con aggiornamento 15/12/2017

 

  indietro