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Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia ufficio di Bolzano
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05.03.2015

Incidente sulla pista da sci all'estero - Quando il recupero in elicottero può costare... una vacanza

 
Chi è in partenza per una settimana bianca all'estero farebbe bene a chiedersi se è sufficientemente assicurato per il malaugurato caso di un incidente sulla pista. Per il recupero in elicottero si rischia infatti di dovere pagare – di tasca propria - anche un paio di migliaia di Euro!

Verena ha 16 anni e come molti altoatesini è una patita di sport invernali. Una gita sulle piste del vicino Tirolo in Austria ha però per lei un epilogo poco piacevole: Verena cade e si infortuna e deve essere trasportata con l'elicottero al vicino ospedale. Si tratta di pochi minuti di volo e in ospedale l'infortunio si rivela essere meno grave di quanto temuto. La brutta sorpresa arriva qualche settimana dopo quando i genitori della ragazza ricevono la fattura di 2500 Euro per l'elisoccorso.

La famiglia di Verena non se lo aspettava visto che la figlia aveva con sé la Tessera europea di assicurazione malattia (TEAM); se l'incidente fosse avvenuto sulle piste di casa propria avrebbe dovuto pagare solo una piccola parte delle spese attraverso il ticket. Solo ora la famiglia si rende conto - a discapito del proprio portafogli - che la TEAM dà sì diritto alle cure medicalmente necessarie in una struttura pubblica durante il soggiorno all'estero, ma alle stesse condizioni dei cittadini dello Stato nel quale ci si trova e non appunto alle condizioni vigenti nel proprio Paese di residenza.

Verena – in quanto cittadina dell'Unione europea - è stata quindi ed ovviamente trattata alla stesso modo in cui viene trattata una cittadina austriaca che deve essere soccorsa in elicottero dopo una caduta con gli sci. Gli enti che in Austria coincidono più o meno con la nostra ASL, nel migliore dei casi in queste ipotesi rimborsano solo un importo forfettario di 894,93 Euro, mentre la spesa maggiore resta a carico dei pazienti. Inoltre non viene rimborsato nemmeno questo importo forfettario, se per lo stesso incidente avvenuto a valle non sarebbe occorso l'elicottero. Se Verena avesse quindi subito lo stesso infortunio, ma a valle, sarebbe bastato il semplice trasporto in ambulanza – ecco perché alla famiglia di Verena viene addebitato l'intero importo. Certamente è una magra consolazione, ma se il volo in ospedale fosse durato di più, le spese sarebbero state assai maggiori.

Chi è in partenza per una vacanza sulla neve in un Paese UE diverso dal proprio, Norvegia, Islanda o in Svizzera farebbe quindi bene a chiedersi se è adeguatamente assicurato per il malaugurato caso di un incidente sulla pista. Si consideri inoltre che chi non è in grado di fare ritorno a casa autonomamente ed ha bisogno di un trasporto sanitario non è coperto dalla TEAM.

È quindi importante verificare se si è già assicurati – ad esempio attraverso una polizza collegata alla propria carta di credito o alla quota associativa di una organizzazione di soccorso o del tempo libero; oppure se già si dispone di un'assicurazione per il tempo libero o se una tale assicurazione è inclusa nello skipass. Se così non fosse – e il caso di Verena lo conferma - è il caso di valutare l'opportunità di stipulare un'apposita polizza.

Per maggiori informazioni è possibile contattare il Centro Europeo Consumatori di Bolzano all'indirizzo info@euroconsumatori.org o al numero 0417 980939.


Bolzano, 05/03/2015
Comunicato stampa

 

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