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Contratti conclusi fuori dei locali commerciali

Forse è capitato anche a voi: un rappresentante si presenta a sorpresa a casa vostra e vuole convincervi a comprare un aspirapolvere nuovissimo ed ultratecnologico. La scampagnata in pullman gratuita si trasforma in una manifestazione di vendita di pentole e padelle. Una conoscente vi invita a casa sua per un “party” durante il quale vi vengono presentati lozioni e trucchi da ordinare subito.

È facile che in una situazione del genere qualcuno venga preso alla sprovvista ed indotto ad un acquisto non meditato, del quale potrebbe anche eventualmente pentirsi. Qualcuno inoltre si potrebbe sentire moralmente obbligato ad ordinare qualcosa, visto che torta e caffè erano gratuiti. Infine la possibilità di confrontare prezzo e qualità dei prodotti in questo tipo di contratti è alquanto limitata.


Si tratta in questi casi di contratti negoziati fuori dei locali commerciali che il Codice del Consumo definisce come un contratto fra un professionista ed un consumatore che riguarda la fornitura di beni o la prestazione di servizi, concluso:

1) alla presenza fisica e simultanea del professionista e del consumatore in un luogo diverso dai locali del professionista o per cui – in queste stesse circostanze – sia stata fatta un'offerta da parte del consumatore;

2) nei locali del professionista o mediante qualsiasi mezzo di comunicazione a distanza immediatamente dopo che il consumatore è stato avvicinato personalmente e singolarmente in un luogo diverso dai locali del professionista;

3) durante un viaggio promozionale organizzato dal professionista e avente lo scopo di promuovere/vendere beni o servizi al consumatore.


Le disposizioni del Codice del Consumo relative ai contratti negoziati fuori dei locali commerciali non si applicano però ad alcune tipologie contrattuali quali tra gli altri: i servizi sociali e di assistenza sanitaria, i giochi d'azzardo, i servizi finanziari, quelli relativi alla creazione di immobili, i pacchetti turistici e le multiproprietà, i servizi di trasporto passeggeri e ogni qualvolta il corrispettivo che il consumatore deve pagare non è superiore a 50 Euro.


Obblighi di informazione precontrattuali
Prima che il consumatore sia vincolato da un contratto negoziato fuori dei locali commerciali il professionista fornisce al consumatore – in maniera chiara e comprensibile – tutta una serie di informazioni. L'elenco contiene tra le altre informazioni riguardo a:
- identità del professionista, indirizzo geografico/ telefono/fax/e-mail
- caratteristiche principali dei beni o servizi
- prezzo del bene o del servizio, comprensivo di imposte/spese aggiuntive di spedizione/ogni altro costo
- modalità del pagamento/consegna/esecuzione e data entro la quale il professionista si impegna a consegnare i beni
- esistenza o esclusione del diritto di recesso, condizioni, termini e procedure per esercitarlo, nonché il modulo tipo di recesso
- durata del contratto e condizioni per recedere in caso di contratto a tempo indeterminato o a rinnovo automatico
- promemoria dell'esistenza della garanzia legale
- se applicabile, l'informazione che il consumatore dovrà sostenere il costo della restituzione dei beni in caso di recesso.

Queste informazioni vengono fornite su supporto cartaceo o – se il consumatore è d'accordo – su un altro mezzo durevole (ad esempio in un DVD o in una e-mail) e devono essere leggibili e presentate in un linguaggio semplice e comprensibile. Il professionista fornisce poi una copia del contratto firmata (sempre su un supporto cartaceo o durevole).


Consegna
La fornitura della merce o del servizio deve avvenire entro 30 giorni dalla data di conclusione del contratto, salvo diverso accordo tra le parti. Se il professionista non consegna entro questo termine o quello pattuito, il consumatore lo invita ad effettuare la consegna entro un termine supplementare appropiato alle circostanze. Se anche questo ulteriore termine scade senzia che i beni siano stati consegnati, il consumatore può risolvere il contratto.

Se però il professionista si è rifiutato di consegnare i beni oppure il termine è da considerarsi essenziale (ad esempio l'abito da sposa per la data delle nozze), il consumatore non deve concedere il termine supplementare al venditore. Quest'ultimo non può fornire un bene o un servizio diverso da quello pattuito a meno che il consumatore non abbia dato il suo consenso.

È inoltre vietato fornire un bene o un servizio a pagamento senza una richiesta del consumatore. La mancata risposta non equivale mai ad un consenso e il consumatore non è obbligato a pagare il prezzo di quanto ricevuto.


Il diritto di recesso
Il consumatore che vuole recedere da un contratto negoziato fuori dei locali commerciali, senza specificarne il motivo e sostenendo solo i costi per rispedire il bene al professionista, lo deve fare entro 14 giorni (di calendario) dalla conclusione del contratto per i contratti di servizi e dal momento della acquisizione fisica del possesso dei beni.

Per comunicare al professionista la decisione di esercitare il diritto di recesso, il consumatore può o utilizzare il modulo tipo di recesso che gli era stato consegnato oppure presentare una qualsiasi altra dichiarazione esplicita. L'onere della prova incombe sul consumatore – meglio evitare dunque una comunicazione telefonica.


Termine prorogato per l’esercizio del recesso
Se il professionista non fornisce al consumatore le informazioni sul diritto di recesso, il termine per esercitare il diritto di recesso scade 12 mesi dopo la fine del periodo di recesso iniziale. Se il professionista fornisce queste informazioni entro 12 mesi dalla conclusione del contratto, il periodo di recesso termina 14 giorni dopo il giorno in cui il consumatore riceve le informazioni.


Esclusione del diritto di recesso
Il diritto di recesso è escluso per alcune tipologie di contratto, come ad esempio per i beni confezionati su misura o quelli che rischiano di deteriorarsi o a scadere rapidamente. Non è possibile nemmeno recedere in caso di beni sigillati che non si prestano ad essere restituiti per motivi igienici e aperti dopo la consegna e in caso di fornitura di registrazioni audio/video, giornali/periodici/riviste e dai contratti conclusi in occasione di un'asta pubblica. Il recesso è infine escluso in generale per le attività del tempo libero quando il contratto deve essere eseguito in una data/periodo specifico, per gli alloggi non residenziali/ trasporti di beni e noleggio auto.

Se il consumatore ha acconsentito espressamente all'esecuzione del contratto durante il periodo di recesso, il consumatore può recedere solo se non è stata fornita l'intera prestazione. Se il professionista ha invece adempiuto a parte del contratto, il consumatore versa un importo proporzionale a quanto è stato fornito dal professionista fino al momento del recesso, calcolando tale importo sulla base del prezzo totale.


Restituzione della merce e rimborso del prezzo
Se il consumatore recede dal contratto è obbligato a restituire all'operatore commerciale i beni ricevuti senza indebito ritardo e in ogni caso entro 14 giorni dalla comunicazione del recesso. È il consumatore a dovere sostenere i costi diretti della restituzione, a meno che il professionista abbia offerto di ritirare egli stesso i beni o abbia omesso di informare il consumatore che questi sono a carico del consumatore.

Se i beni sono stati consegnati al domicilio del consumatore al momento della conclusione del contratto e detti beni per loro natura non possono essere normalmente restituiti a mezzo posta, il professionista ritira i beni a sue spese.

Ovviamente prima di recedere, il consumatore ha il diritto di stabilire la natura, le caratteristiche e il funzionamento di quanto acquistato. Ciò significa che può fare tutto ciò che potrebbe fare acquistando il prodotto in negozio. Nel caso in cui il consumatore ecceda questo accertamento, causando una diminuzione del valore dei beni, ha comunque ancora diritto di recedere, dovendo però in questo caso sostenere il costo di questa diminuzione di valore.

Il professionista dal canto suo deve rimborsare al consumatore tutti i pagamenti ricevuti senza indebito ritardo e comunque entro 14 giorni dal giorno in cui è stato informato del recesso. Per il rimborso il professionista utilizza lo stesso mezzo di pagamento usato dal consumatore, salvo che il consumatore abbia acconsentito ad un altro mezzo di pagamento (in ogni caso il consumatore non deve sostenere alcun costo). Va ricordato che il professionista può trattenere il rimborso finché non abbia ricevuto i beni (o il consumatore abbia dimostrato di averli spediti).


Situazione 13/06/2014