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I RIMBORSI PER SPESE SANITARIE ALL’ESTEROMi trovo all’estero in vacanza e subisco un incidente che mi causa una frattura al polso; vengo ricoverato in un ospedale per le cure e poi dimesso: devo pagare il conto di tasca mia oppure la mia ASL mi da una mano? Voglio curare il mio mal di schiena presso un medico di fama internazionale in Germania, consigliatomi dal mio migliore amico; le terapie sono però assai costose: quanto potrò farmi rimborsare dalla mia ASL di appartenenza?Queste ed altre sono le domande che spesso privati cittadini rivolgono alle strutture sanitarie locali. Vediamo quindi inseme quali sono i casi che più frequentemente si presentano nella pratica dei rimborsi di spese sanitarie sostenute all’estero. Se ci si reca in uno dei Paesi dell’Unione Europea per motivi di viaggio-vacanza, studio o lavoro, è bene portare sempre con sè la tessera europea di assicurazione malattia (TEAM); tale tessera, che il Servizio Sanitario ha provveduto ad inviare a tutti gli iscritti, consente di usufruire delle prestazioni sanitarie prima coperte dai modelli E 110, E 111, E 119 ed E 128. Questa tessera, con validità 5 anni, da diritto alle cure sanitarie medicalmente necessarie. In caso di bisogno ci si può quindi rivolgere direttamente ai prestatori di cura della località nella quale ci si trova. Quando per una qualsiasi ragione non sia stato possibile utilizzare la TEAM, al rientro in Italia si può chiedere il rimborso alla propria ASL delle spese sanitarie pagate, presentando la documentazione sanitaria e le ricevute di pagamento. Se dovete sborsare alcunchè per far fronte a dette cure, fatevi pertanto rilasciare la fattura, la ricevuta o lo scontrino fiscale dall’ente che ha effettuato la prestazione (ambulatorio medico, ospedale, farmacia, presidio...) affinchè possiate poi richiedere il rimborso di quanto pagato all’ASL d’iscrizione, una volta rientrati in Italia. Se è previsto il pagamento di un ticket, questo rimane invece a carico dell’assistito e non si può chiedere il rimborso al proprio rientro. Attenzione: il rimborso avviene secondo le tariffe del servizio del Paese visitato! Discorso simile vale anche per quegli Stati non appartenenti all’UE con i quali l’Italia ha stipulato degli accordi bilaterali in campo di assistenza sanitaria (verificate quali sono presso la Vs. ASL). Se la meta delle vacanze è un Paese extracomunitario con il quale l’Italia non ha stipulato alcuna convenzione di assistenza sanitaria bilaterale, la TEAM non è valida e dovrete quindi pagare di tasca vostra e in genere per intero i conti di medici ed ospedali, senza possibilità di rimborso al vostro ritorno in Italia. Attenzione dunque: informatevi bene prima di partire e se del caso munitevi anche di una polizza assicurativa ad hoc! Ma che succede se volete recarVi all’estero per effettuare presso un locale ospedale o clinica un qualche intervento chirurgico specialistico, ma anche uno di normale routine (es. intervento al menisco o un’appendicite)? Fondamentale è sapere, in primo luogo, che il nostro sistema sanitario nazionale è strutturato secondo il criterio dell’assistenza cd. “diretta”, che prevede che le prestazioni sanitarie siano erogate direttamente dalle strutture dello stesso servizio o da altre strutture “accreditate” (convenzionate): il cittadino che usufruisce del servizio contribuisce al costo della prestazione in base ai cd. tickets, che sono comunque una parte soltanto del costo complessivo (NB: solo alcuni pazienti sono esentati completamente dalla spesa sanitaria!). Al di fuori di tale sistema e quindi anche quando il cittadino si reca all’estero, questi dovrà sostenere per intero o quasi la spesa sanitaria che lo riguarda, ricevendo solo in determinati casi un minimo e parziale rimborso dei costi sostenuti. Vediamo più in dettaglio alcune ipotesi. 1) Strutture sanitarie all’estero convenzionate con il nostro SSN. Citiamo come esempio la provincia di Bolzano, la quale intrattiene appunto rapporti con strutture convenzionate anche all' estero ( vedi ad es. con cliniche quali quelle di Innsbruck, Salisburgo), dove, dietro autorizzazione preventiva della ASL di appartenenza, il cittadino usufruisce della prestazione sanitaria diretta (cioè dello stesso tipo di quella di cui avrebbe usufruito presso le strutture locali) e dei costi del ricovero o della visita si fa carico direttamente la Provincia. 2) Per le cure programmate, invece, se il cittadino non può ottenere tempestivamente adeguate prestazioni sanitarie nelle strutture nazionali, può presentare domanda di autorizzazione alla ASL per effettuare l’intervento all’estero (allegando la relazione di un medico specialista che dichiara che l’assistito non può essere curato in Italia e che indica presso quale centro estero si effettueranno le cure). Ottenuta l’autorizzazione la ASL rilascia il Mod. E 112 che consente di usufruire delle prestazioni sanitarie in condizioni di parità con i cittadini dello stato estero in cui ci si trova; i costi della degenza verranno sostenuti direttamente dal paziente, il quale potrà poi richiedere alla ASL il rimborso di una somma forfettaria - variabile - del costo pagato. Se il paziente necessita di un intervento immediato, causa la gravità della patologia e non è possibile attendere i tempi tecnici della domanda presso la ASL, è previsto che lo stesso possa ottenere ugualmente il rimborso, anche senza preventiva autorizzazione, purchè il trasferimento urgente sia preceduto dalla presentazione della domanda di autorizzazione alla propria ASL. 3) Nel caso in cui il cittadino voglia usufruire di una prestazione sanitaria diretta all’estero senza preventiva autorizzazione e/o senza motivi di urgenza, allo stesso potrà essere rimborsata solo una somma forfettaria minima e solo nel caso in cui si sia trattato di un ricovero vero e proprio, come nel caso di ricovero o visita in una clinica privata, e non quindi di una prestazione ambulatoriale (es. cura dentistica o day-hospital). Il nostro consiglio: prima di procedere ad effettuare visite, interventi, degenze presso strutture sanitarie all’estero è comunque sempre bene informarsi preventivamente, presso la propria ASL di appartenenza circa le concrete possibilità di rimborso offerte dal Servizio Sanitario Nazionale! Attenzione: le informazioni contenute nel presente foglio sono meramente indicative e comunque parziali; per maggiori informazioni potete consultare il sito del Ministero della Salute. I necessari approfondamenti andranno in ogni caso fatti dall'utente direttamente presso le strutture delle Aziende Sanitarie Locali. RicordateVi inoltre che in tutti i Paesi dell’Unione Europea è attivo il numero unico europeo per le emergenze: si tratta del numero 1-1-2. In caso di emergenza (pronto soccorso, vigili del fuoco, forze dell’ordine) componendo il numero 1-1-2 da telefono fisso o cellulare, ovunque in Europa, il cittadino viene messo in comunicazione con un operatore che può occuparsi direttamente della sua chiamata di emergenza oppure inoltrarla all’apposito servizio di emergenza. In un caso o nell’altro, gli sarà riservata la stessa assistenza che riceverebbe nel suo paese. Situazione al 05-2007 Foglio Info n. 34
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