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Lettera apertaContratti immobiliari stipulati davanti a notai austriaci: la vittoria dei monopoli! Cadono le frontiere, si alzano i muri! Il CTCU ed il Centro Europeo dei Consumatori non ci stanno!Al Ministro degli Affari Esteri del Governo italiano Lamberto Dini Farnesina, Foro Italico I-00194 ROMA Al Ministro degli Esteri del Governo austriaco - Bundesministerium für auswärtige Angelegenheiten Benita Ferrero Waldner Ballhausplatz, 2 A - 1014 WIEN - VIENNA e p.c. Al Ministro della Giustizia Piero Fassino Via Arenula, 70 I-00186 ROMA Al Commissario Europeo per il Mercato Interno Frits Bolkestein Rue de la Loi B - 1049 BRUXELLES Al Commissario Europeo per Concorrenza Mario Monti Rue de la Loi B - 1049 BRUXELLES Gentile Signora ed egregi Signori Ministri, Egregi Signori Commissari, con la presente il Centro Tutela Consumatori ed Utenti dell'Alto Adige, membro effettivo del Consiglio Nazionale Consumatori ed Utenti presso il Ministero dell'Industria italiano, ed il Centro Europeo dei Consumatori vogliono richiamare la Loro cortese attenzione sull'annosa questione dei contratti immobiliari stipulati davanti a notai austriaci ed utilizzabili presso gli Uffici del Libro Fondiario presenti in alcune zone del territorio italiano (Trentino Alto Adige, Gorizia, Trieste ed altre ancora), o meglio sugli ostacoli che attualmente si frappongono all'esercizio di un diritto pienamente riconosciuto ai cittadini di tali zone da accordi di diritto internazionale. È infatti notizia di questi giorni che l'ordine notarile austriaco, con una circolare diramata presso i propri iscritti, abbia deciso di impedire agli stessi l'autentica di sottoscrizioni di scritture private di trasferimento immobiliare richieste da cittadini, in genere, sudtirolesi, secondo la prassi, di per sé già fortemente penalizzante, fissata alcuni mesi fa dal Direttore della Ripartizione del Libro Fondiario e Catasto della Regione Trentino Alto Adige, in materia. In breve: pur essendo prevista per legge, anzi per richiamo espresso all'interno di una convenzione internazionale - Convenzione tra la Repubblica italiana e la Repubblica d'Austria aggiuntiva della Convenzione dell'Aia del 1 marzo 1954, ratificata con Legge 2.5.1977, n. 342, la possibilità per i cittadini di utilizzare le scritture autenticate in Austria presso i registri immobiliari in cui vige il sistema tavolare o del Libro Fondiario, la prassi amministrativa adottata dalla Regione Trentino Alto Adige con circolare del maggio u.s. aveva già reso, su di un piano pratico, assai difficoltosa tale opportunità - peraltro assai vantaggiosa economicamente - in quanto aveva previsto, per i notai austriaci chiamati ad autenticare le firme sui contratti, una serie di condizioni assai ostacolativi all'esercizio di tale facoltà. Da notare che le disposizioni contenute in detta circolare traevano spunto non da un atto normativo a monte, come sarebbe parso logico, bensì da un pronunciamento del Tribunale di Bolzano su un caso specifico sottoposto al suo esame. Benché alcuni notai austriaci si fossero dichiarati comunque disposti - anche in virtù del loro bagaglio di conoscenza giuridica, per così dire, "ampliato" (conoscenza dell'ordinamento italiano) e di conoscenza dell'altra lingua - l'italiano - a procedere all'autentica di scritture private transfrontaliere loro sottoposte, l'Ordine dei notai austriaci interviene ora con una perentoria presa di posizione che sancisce di fatto la preclusione di poter utilizzare in futuro atti così autenticati, sul territorio al di qua del Brennero e del Tarvisio. La cosa non può che dolere e molto, soprattutto a coloro che da tale possibilità potevano risparmiare notevoli cifre nel momento in cui volevano trasferire un bene immobile - un'autentica di firma davanti a notaio austriaco costa fino a 10/15 volte meno che davanti a notai italiani! - e potevano in tal modo servirsi di un vero e ormai consolidato beneficio di libera concorrenza, in un settore in cui invece, ancora una volta finisce con il prevalere una logica da ingiustificato monopolio, lontana dai principi ispiratori del diritto comune europeo! Quali centri che rappresentano le istanze di numerosissimi cittadini sudtirolesi, ma non solo, non possiamo non tacere di fronte a tale ingiustificato modo di venir meno o di impedire nei fatti l'esplicazione di un principio sancito da un sacrosanto accordo bilaterale stipulato da Italia ed Austria, regolarmente ratificato e tuttora, se non andiamo errati, pienamente in vigore! L'art. 14 comma 2 della Convenzione in parola recita infatti che: "Gli atti privati redatti in uno dei due Stati e la cui autenticità è attestata da un Tribunale, un'Autorità amministrativa o un notaio di tale Stato non hanno bisogno nell'altro Stato di alcuna legalizzazione o formalità analoga". I nostri centri richiedono pertanto un Loro deciso intervento presso le sedi competenti al fine di garantire il rispetto degli accordi stipulati (pacta sunt servanda), l'eliminazione di qualsiasi ostacolo burocratico-normativo o prassi amministrativa che vanifichi o renda oltre modo difficoltosa l'utilizzabilità dei diritti così riconosciuti e che consenta la possibilità, anche per il futuro e come già avvenuto nel recente passato, per le popolazione del Trentino Alto Adige, di Gorizia, Trieste Tarvisio, Pontebba, Cortina d'Ampezzo, Casotto e Val Vestino (tutti territori in cui vige il sistema tavolare) di continuare ad usufruire di tali diritti. Alla Signora Ministro degli Esteri dell'Austria chiedono inoltre di verificare l'opportunità di intentare presso le sedi competenti un procedimento di infrazione per violazione di accordi internazionali. Distinti saluti Walther Andreaus - direttore - 29.11.2000
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