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Vittoria contro le clausole vessatorie


Il centro tutela consumatori ed utenti Alto Adige (CTCU) e il centro europeo dei consumatori (CEC) hanno di recente ottenuto un'importante sentenza contro le clausole contrattuali vessatorie. E' una vittoria per la chiarezza e la trasparenza dei contratti.


Qualche mese fa il Tribunale di Bolzano, su istanza del CTCU e del CEC, si è pronunciato contro l'istituto di bellezza Figurella International di Rosa Holzer a causa di una clausola vessatoria. La sentenza, passata in giudicato da poco, è importante per tutti i consumatori italiani, visto che ribadisce l'illiceità della previsione di squilibri a danno dei consumatori in contratti standard, come possono essere quelli di banche, assicurazioni o altri operatori commerciali.

Bolzano - La sentenza del Tribunale di Bolzano contro Figurella International di Rosa Holzer si oppone in modo chiaro e deciso alle clausole vessatorie. Si tratta di un forte segnale con ripercussioni non solo nei confronti di istituti di bellezza. "In alcuni contratti di banche, istituti di credito, assicurazioni e altri settori si riscontrano obblighi e clausole, che, dopo un'attenta verifica, risultano poco chiari o addirittura lesivi dei diritti del consumatore", spiega Caterina Rosso, direttrice del CEC. La recente sentenza rafforza i diritti dei consumatori e scoraggia eventuali abusi. "In futuro i consumatori potranno fare riferimento alla decisione del tribunale ed esercitare i propri diritti di conseguenza."

Nel caso di Figurella International di Rosa Holzer si vede chiaramente l'utilizzo improprio di clausole contrattuali a svantaggio dei consumatori. I contratti dell'istituto di bellezza, con le sue due filiali altoatesine, prevedevano, anche nel caso di recesso immediato o repentino, e quindi nel caso di non utilizzo della prestazione, il pieno pagamento dell'intera cifra stabilita. "Di solito quando una parte contrattuale recede dal contratto, l'altra deve dimostrare, in sede di richiesta di risarcimento, il danno effettivamente subito", chiarisce Caterina Rosso. Con la clausola sopraccitata l'istituto di bellezza ha scorrettamente cercato di eludere tale obbligo. "Numerose consumatrici si sono rivolte al nostro centro, perché, nonostante la disdetta immediata, si sono viste recapitare un'intimazione per il pagamento dell'intero importo." Dal momento che si trattava di cifre elevate, fino a 3.000 euro, e che le lamentele a noi pervenute erano numerose abbiamo deciso di intraprendere la via legale."

La giudice, Dr. Elisabeth Roilo, ha accolto le esposizioni dell'avvocato dell'accusa Johann Parigger e ha stabilito che le clausole in questione fossero vessatorie e che quindi andassero tolte dal contratto. Inoltre la sentenza ha ribadito che il danno subito a causa del recesso di una parte contrattuale non autorizza l'altra a chiedere semplicemente l'intero importo pattuito, dovendosi dimostrare l'entità dello stesso. Si tratta di una sentenza definitiva, non avendo Figurella International di Rosa Holzer presentato appello.

Nonostante la pronuncia costituisca un passo importante nella tutela dei consumatori la direttrice del CEC mette in guardia: "Chi ritiene di aver firmato un contratto contenente clausole vessatorie, non può semplicemente ritenerlo invalido. Solo il giudice può dichiarare delle clausole come vessatorie sancendone con ciò l'inefficacia rispetto al consumatore." "A maggior ragione vale il nostro consiglio di leggere attentamente prima della sottoscrizione i contratti e se possibile di preferire quegli operatori commerciali che non prevedono tali clausole nei loro contratti", consiglia Rosso.

Per ulteriori informazioni: Centro Europeo dei Consumatori Bolzano, tel.: 0471-980939, info@euroconsumatori.org.


21.11.2003



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