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Rimedi miracolosi, direttamente a casa vostraRiflessioni utili prima dell'acquistoSi moltiplicano al CEC le segnalazioni di consumatrici e consumatori contattati da amici o conoscenti che tentano di vendergli rimedi contro malattie e disturbi vari. Non di rado l'offerta è seguita da un invito a entrare personalmente nel giro dei venditori del portentoso prodotto che, a detta del presunto amico, sarebbe fonte di facili guadagni. Il nostro consiglio in simili casi è uno solo: agite con la massima cautela.Strano ma vero: ci sono persone fortemente scettiche nei confronti della medicina convenzionale e delle scoperte scientifiche, ma pronte a "bersi" qualunque assurdità gli venga propinata da conoscenti o anche da perfetti sconosciuti che si presentano sulla porta di casa per vendere rimedi propagandati come di sicura efficacia. Prodotti stravaganti, come per esempio il succo di frutta commercializzato in bottiglie da mezzo litro al prezzo di 20 euro ed efficace contro disturbi di ogni sorta, che in Italia può essere venduto come integratore alimentare in virtù della normativa sul cosiddetto "novel food". La legge, peraltro, vieta di attribuire effetti terapeutici o curativi a questi prodotti e punisce i trasgressori con severe sanzioni amministrative. Ciò nonostante proliferano gli opuscoli promozionali che citano studi scientifici (peraltro privi di qualsivoglia riconoscimento ufficiale) secondo i quali il succo in questione "aiuta a ridurre i sintomi" nell'88 % dei casi di allergia. Il nostro consiglio è uno solo: chi è malato deve rivolgersi a un medico di fiducia ed evitare nel modo più assoluto esperimenti automedicali con prodotti venduti porta a porta. Un altro aspetto inquietante della questione è l'"arruolamento" di nuovi venditori: spesso l'invito del rappresentante non è solo ad acquistare il suo prodotto, ma anche a entrare personalmente nel giro dei venditori. Chi si illude così di fare grossi affari dovrebbe valutare bene la cosa: il "target" iniziale di ogni novello rappresentante (specialmente quando si tratta di prodotti pseudocurativi) sono familiari e conoscenti. Ma come giustificarsi, poi, se il prodotto venduto non sortisce gli effetti prospettati? E dove sbattere la testa quando più nessuno risponde ai nostri inviti perché "quello sta solo cercando di rifilarmi qualche cosa"? Senza contare che anche quest'attività è soggetta a precise prescrizioni di legge, a cominciare dall'obbligo di identificarsi e dimostrare l'appartenenza a una determinata azienda, o di adempiere a svariate formalità fiscali e burocratiche ... insomma, il lavoretto part-time per arrotondare i propri guadagni può rivelarsi più complicato del previsto. Morale: prima di acquistare prodotti pseudomiracolosi o di farvi coinvolgere personalmente come venditori, pensateci su due volte! Comunicato stampa Bolzano, 08.06.2006
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