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Costi occulti in internet

Vi è mai capitato di utilizzare un programma per trovare l'itinerario migliore per il Vostro prossimo viaggio su un sito internet all'apparenza gratuito, per poi ricevere una e-mail inaspettata con allegata una fattura per aver stipulato un presunto abbonamento biennale? Volete dotare il Vostro computer della versione più recente di Adobe Reader ed improvvisamente ricevete una comunicazione scritta proveniente da un ufficio di recupero crediti in Germania che Vi avverte che dovete pagare 92 Euro a titolo di compenso una tantum per la fruizione della prestazione?

Se Vi siete ritrovati in una situazione simile, siete probabilmente incappati in una delle famigerate trappole dei costi occulti in internet.

Cosa sono i cosiddetti costi occulti in internet (Kostenfallen)?

Si tratta di siti internet per lo più tedeschi o in lingua tedesca che offrono i più disparati servizi, i cui costi sono riportati con caratteri microscopici in modo da non essere immediatamente visibili e riconoscibili.

Esempi di costi occulti si incontrano nelle offerte di valutazione delle aspettative di vita, nei test di valutazione del quoziente d'intelligenza, nelle mappe stradali da scaricare, nei siti che offrono musica, software per il computer e giochi interattivi, ma anche nelle pagine dedicate all'aiuto nei compiti scolastici, alla ricerca genealogica, alla spedizione di SMS via internet e in molte altre categorie.

Come si fa a riconoscere i siti contenenti costi occulti?

- Solitamente la pagina iniziale di questi siti non contiene nessuna informazione relativa ai costi. Queste informazioni si trovano invece di solito sulla pagina relativa all'iscrizione/registrazione al sito in caratteri minuscoli sotto la maschera di immissione dei dati. Facilissimo non accorgersene, soprattutto se non si scorre l'intera pagina fino in fondo. Queste informazioni a volte si trovano anche solo nelle condizioni generali del contratto.

- I gestori di queste pagine non informano o non informano in modo corretto sul diritto di recesso, che di regola è previsto per i contratti stipulati in internet.

- Di solito non vengono richiesti i dati della carta di credito dell'utilizzatore, perché il pagamento della prestazione deve avvenire tramite bonifico bancario.

- La fattura viene spesso spedita al consumatore solo dopo che sono scaduti i termini per l'esercizio del diritto di recesso, così che questo non può più essere esercitato.

- Spesso viene utilizzata l'esca del gioco a premi. Nella prassi avviene spesso che chi partecipa al gioco a premi vada automaticamente a concludere - senza volerlo e dunque del tutto inconsapevolmente - un contratto o un abbonamento.

- Per le prestazioni offerte è di solito prevista una - benché di solito brevissima - fase di prova gratuita - che si trasforma automaticamente in un abbonamento a pagamento se il consumatore non recede in tempo.

Come evitare di incappare in questi costi occulti?

- Leggete attentamente le condizioni generali del contratto prima di accettarle spuntando la relativa casella, in particolare la parte relativa ai costi del servizio, la durata del contratto e il diritto di recesso. PrendeteVi il tempo per leggere tutte le infinite formulazioni contenute nel testo, solo così ci si tutela dagli attacchi sferrati al portafoglio!

- Particolare attenzione va inoltre prestata quando ci si trova in un sito apparentemente gratuito, ma ad un certo punto viene richiesta l'indicazione di dati personali (nome, indirizzo, data di nascita, indirizzo di posta elettronica, ecc.). In questo caso è più che probabile che si tratti di un sito internet a pagamento.

- È comunque buona norma, ogni volta che si debbano inserire dei dati personali, controllare se in qualche parte della pagina aperta (ad es. sotto la maschera di inserimento dei dati) sia nascosto un avviso relativo ai costi. Se non si ha la sicurezza al cento per cento della gratuità dell'offerta è meglio abbandonare il sito in questione, per evitare spiacevoli sorprese.

- Non dimenticarsi mai del motto "nessuno regala niente!". Seguirlo è un buon modo per evitare le fregature.

- Per fornire alle numerose potenziali vittime uno strumento di autotutela, in Germania il Verbraucherzentrale Bundesverband e la rivista Computerbild hanno unito le proprie forze e a tale scopo Computerbild ha sviluppato il software gratuito "Abzock-Schutz".
Il programma può essere integrato nel proprio browser e dà l'allarme appena l'utente apre uno dei "siti trappola" e propone addirittura delle alternative gratuite. Esso dispone, similmente agli antivirus, di una banca dati che si aggiorna automaticamente ad ogni avvio del browser. Questa banca dati viene costantemente aggiornata dalle organizzazioni dei consumatori, da legali e dal portale internet abzocknews.de. Inoltre, ogni utente può segnalare siti sospetti.

Per chi ci è cascato: cosa fare?

Di solito gli operatori commettono diversi errori nella creazione dei loro siti internet o nella conclusione del contratto. Spesso vengono violate le disposizioni riguardanti il diritto di recesso, nonché la completezza delle informazioni riguardanti i costi. Pertanto esiste per i consumatori la possibilità di impugnare il presunto contratto concluso (l'intenzione del consumatore che ha visitato il sito era quella di utilizzare dei servizi gratuiti) e di recedere dal contratto. Il recesso va esercitato per iscritto per motivi probatori attraverso una raccomandata con avviso di ricevimento.

Tutto ciò non deve peraltro far pensare che dopo un intervento, anche molto risoluto, da parte del consumatore, tutto fili liscio come l'olio. Anzi, potreste ricevere fatture, solleciti ed anche richieste da parte di studi legali e istituti di recupero crediti per un bel lasso di tempo. Gli operatori dei vari siti contano sul fatto che i malcapitati finiranno col pagare, per togliersi di dosso tante attenzioni indesiderate.

L'ufficio di Bolzano del Centro Europeo Consumatori (CEC) ha elaborato a questo proposito diverse lettere tipo. Per farsi spedire gratuitamente queste lettere tipo è sufficiente chiamare l'ufficio al numero 0471 980939 o inviare una richiesta via posta elettronica all'indirizzo info@euroconsumatori.org.

Attenzione: Da qualche tempo un'avvocatessa tedesca ricorre ad un tribunale in Germania che emette dei decreti ingiuntivi contro i consumatori che si sono rifiutati di pagare. In Germania i decreti ingiuntivi si ottengono con relativa facilità dato che il tribunale non verifica la legittimità della pretesa. La probabilità di vedersi notificare un decreto ingiuntivo è molto bassa, ma non è completamente esclusa.
Se effettivamente Vi verrà notificato un tale decreto, è possibile pagare o proporre opposizione contro il decreto stesso attraverso il Vostro avvocato; in quest'ultimo caso è probabile che la vicenda conduca ad un processo. In entrambi i casi i costi per Voi potranno essere notevoli.


Agosto 2009
Foglio-Info n. 62



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