Western Union: "Non siamo un servizio di amministrazione fiduciaria!"
È quanto alcuni consumatori derubati possono confermare.
A detta di taluni commercianti on-line poco seri, il consumatore avrebbe modo di effettuare i suoi acquisti in tutta sicurezza versando il prezzo pattuito alla Western Union con l'indicazione di un beneficiario fasullo, anziché del nome del vero venditore, rendendo il denaro trasferito non riscuotibile. A consegna avvenuta della merce il consumatore dovrebbe specificare il vero nominativo del beneficiario, ovvero del commerciante virtuale che, solo a questo punto, potrebbe ritirare quanto gli è dovuto.
Ma così non è, visto che molti consumatori si sono visti sparire i soldi, senza ottenere alcuna merce e senza riuscire a recuperare quanto pagato.
Non solo. Di recente, un consumatore inglese aveva inviato un cospicuo importo ad uno sportello della Western Union italiano, indicando come beneficiaria sua moglie, visto che pochi giorni dopo si sarebbe recata nel Bel Paese. Ma 2 ore dopo il versamento qualcuno in Italia aveva già prelevato il denaro. Un clamoroso caso di ubiquità della Signora?
D'altronde è la stessa Western Union a mettere in guardia i propri clienti affermando che, pur essendo necessario all’atto dell'incasso esibire un documento d'identità, l'indicazione di un nome fittizio non è sufficiente a tutelare da un'eventuale truffa. Né costituisce garanzia sufficiente il sistema delle c.d. domande chiave preventivamente concordate. (vedi anche www.westernunion.com).
Chi pertanto vuole acquistare in rete con maggior sicurezza, deve fare ricorso ad un vero e proprio servizio d’amministrazione fiduciaria.
Altri consigli utili sono reperibili sul sito del CEC alla voce “Acquistare on-line con sicurezza”. (www.euroconsumatori.org)
Bolzano, 10.03.2005
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